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La vedova Santarelli incontra le scuole per parlare di perdono, riconciliazione e responsabilità

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di Sabino Zuppa

ALBINIA – Il tema del perdono e della conciliazione, nei racconti dei protagonisti che hanno vissuto momenti delicati ha affascinato, sabato scorso 17 gennaio, gli alunni dell’Ite di Albinia che hanno ospitato durante la loro assemblea di istituto la signora Claudia Francardi, la vedova dell’appuntato dei carabinieri Antonio Santarelli deceduto circa due anni fa in conseguenza di un incidente dovuto all’aggressione del giovane Matteo Gorelli durante un nomale controllo su una strada nei presi di Sorano.

Una storia che fu seguita da tutti i media nazionali che però non è finita lì grazie alla forza della vedova del carabiniere che ha voluto perdonare il ragazzo e la sua mamma Irene, dando vita insieme a quest’ultima all’associazione “Amicainoabele” (nella foto sopra le due donne in una immagine di repertorio), per promuovere la cultura della verità, della responsabilità e della riconciliazione. L’incontro era stato organizzato dalla scuola e dalla Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello all’interno del progetto “Insieme per cambiare” che questa volta ha visto i ragazzi completamente immersi nelle parole e nei sentimenti della signora Claudia: lei ha raccontato un percorso lungo, faticoso, di grande dolore che piano piano è diventato un percorso di serenità grazie alla forza immensa della sua fede che l’ha condotta all’incontro con il giovane Matteo e al perdono.

La donna, durante il racconto, ha messo davanti a tutti il suo dolore, coinvolgendo i ragazzi con le sue parole, conducendoli dentro la sua sofferenza. Ed i ragazzi hanno vissuto con lei il dramma della perdita, della solitudine, e con lei hanno ripercorso la strada verso la luce, grazie ad un racconto delicato e intimo, ad un coinvolgimento emozionante. Matteo ha detto la verità, si è assunto la responsabilità di quel gesto terribile, e da questa verità, dall’assunzione di responsabilità è nata la riconciliazione con la donna che sembra aver capito che anche Matteo aveva bisogno di una seconda possibilità. Un’esperienza molto interessante, dunque, con i ragazzi, che all’inizio dell’assemblea credevano di dover ascoltare una storia zuccherosa, infarcita di buonismo, ed alla fine si sono trovati a riflettere su una storia vera intrisa di temi importanti, su se stessi, sui propri errori, sull’importanza della seconda chance: per questo con gli occhi lucidi hanno applaudito l’ospite a più riprese.

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