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Furti, i consigli della polizia per non farsi derubare «Fotografate le situazioni sospette»

GROSSETO – È un decalogo in 16 punti quello suggerito dal Coisp, il sindacato di Polizia, per aiutare i cittadini a non cadere vittima di ladri e topi d’appartamento che negli ultimi tempi sono diventati una vera e propria piaga in tutta la provincia.

«Siamo al fianco dei cittadini vittime di reati – affermano dal Coisp – e vogliamo sensibilizzare ogni grossetano a collaborare con le istituzioni, divenendo in tal modo una “sentinella” per segnalare reati, o persone sospette al 113; al giorno d’oggi ogni cittadino possiede “un’arma”: il telefono cellulare, che è dotato di una fotocamera e telecamera, senza rischiare la propria incolumità, chiunque può fotografare la persona sospetta o l’autovettura che ha notato nella via dove abita. Nel rispetto della normativa sulla privacy, potrà poi mostrarlo agli operatori della volante nell’immediatezza del fatto o successivamente agli investigatori. Un piccolo particolare, ritenuto insignificante dal cittadino, può invece essere fondamentale e divenire basilare in un’attività investigativa».

Decalogo:

• Quando uscite da casa assicuratevi che la porta dell’appartamento ed il portone del palazzo siano chiusi con le mandate (una porta chiusa senza mandate è una porta aperta); non lasciate la chiave all’interno della serratura ( i ladri potrebbero farla ruotare ed aprirla).

• Custodite le chiavi di casa con la massima cura, facendo attenzione ad eventuali duplicati che chiedete; non mettete targhette che riportino l’indirizzo dell’abitazione collegata alle chiavi.

• Se potete, aumentate le difese passive di sicurezza dell’appartamento, istallando impianto d’allarme collegato con il 113 o impianto di video sorveglianza o in alternativa delle griglie in ferro alle finestre.

• Se tornando a casa trovate la porta d’ingresso aperta non entrate e segnalate immediatamente l’evento al 113, evitando qualsiasi contatto con i malviventi per la vostra incolumità.

• Chiedete all’impresa di pulizie di sistemare il tappetino all’uscita della vostra porta come l’avevano trovato, per non far capire ai malintenzionati che in quell’appartamento i proprietari sono fuori.

• Se andate in vacanza o dovete assentarvi, chiedete a qualcuno di togliervi la posta, in maniera che non sia evidente la vostra assenza.

• Chiedete alle istituzioni che ci amministrano di aumentare il numero di sistemi di videosorveglianza nelle vie della città, così utili nelle attività d’indagine.

• Tenete conto che i primi luoghi esaminati dai ladri in caso di furto, sono gli armadi, i cassetti, i vestiti, l’interno i quadri, i letti ed i tappeti.

• Se avete degli oggetti di valore, fotografateli e riempite la scheda con i dati considerati utili in caso di furto. ( eventuali particolari scritte o pietre preziose)

• Se avete subito un furto e sta intervenendo una forza di Polizia non toccate nulla e cercate di individuare oggetti che i ladri possono aver toccato;

Il CoISP vuole fornire ulteriori consigli:

• Se siete iscritti ad social network, non divulgate sul vostro profilo il luogo in cui andrete in vacanza ed il tempo in cui resterete lontano da casa.

• Non mettete foto che riproducono l’interno della vostra abitazione e particolari (quadri, oggetti di valore) che la rendono un obiettivo appetibile per i malfattori.

• Non inserite i vostri dati anagrafici precisi, non mettete una fotografia del volto che possa essere riprodotta formato tessera.

• Quando inserite una fotografia assicuratevi che possa essere vista unicamente dai vostri amici e non da tutti i fruitori del social network.

• Se vi recate in un ospedale, specialmente per essere sottoposti ad un esame clinico, portate pochi contanti e unicamente i documenti necessari ad effettuare il test medico, visto che i vostri indumenti rimarranno esposti alla pubblica fede.

• Quando vi allenate in strutture quali palestre o piscine portate come evidenziato al punto precedente, unicamente effetti personali e contante indispensabili.

«Eecentemente si è verificato un’ “escalation” di criminalità in tutta Europa, nella nostra nazione e anche nel nostra amata città, sebbene la realtà quotidiana e le statistiche inerenti la criminalità riportano la nostra provincia come molto vivibile e sufficientemente sicura rispetto ad altre – affermano il segretario Coisp Rosa Santagata, il vice segretari Francesco Dragoni e Mirella Rotoloni -. Un furto in abitazione rappresenta quindi, non solo una violenza per l’indebita appropriazione di ricordi affettivi e materiali, ma una sottrazione di emolumenti che poteva servire a pagare il mutuo, le bollette o la rata della mensa dei nostri figli».

«La recente normativa legislativa, come ad esempio lo “svuota carceri” e la depenalizzazione di alcuni reati, rendono ancora più arduo il lavoro di un appartenente alle forze dell’ordine, che in molti casi arresta il malvivente e lo vede successivamente scarcerare velocemente – prosegue il Coisp -. E’ mutato nel tempo il modus operandi dei malviventi per commettere i furti: al delinquente locale, si sono sostituite bande criminali che, dopo aver realizzato il reato, ritornano velocemente alla loro sede di Milano, Roma o addirittura Palermo. E’ ipotizzabile che queste persone si servono di suggerimenti offerti da qualche malvivente locale, ma è molto difficile da dimostrare. Poco importa a noi se le persone che arresteremo domani sono le stesse che abbiamo arrestato ieri o un mese fa, continuiamo imperterriti a svolgere la nostra funzione, aumentando i precedenti di chi delinque e, di conseguenza, la futura condanna».

«Quando riusciamo ad arrestare una persona che commette un furto, spesso in tribunale la sentenza finisce con queste parole: “pena sospesa”, ossia la persona condannata viene rimessa in libertà, o magari sottoposta ad un obbligo, di presentarsi ogni giorno alla polizia per mettere una firma e… tornare a delinquere subito dopo – continua il sindacato di Polizia -. In alcuni stati dell’unione europea le cose sono molto differenti: in Romania ad esempio, per il primo furto viene comminata una pena lieve, ma se vi è una reiterazione del reato, la pena è di 5 anni. Non ci lamentiamo affatto delle problematiche del nostro lavoro, anzi scriviamo queste poche righe per ricordare che malgrado tutto, continuiamo silenziosamente e in modo composto a fare il nostro mestiere, nonostante le difficoltà enunciate e tante altre, che preferiamo non riportare».

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