Provincia: conti a posto, ma rimane lo spettro del fallimento. Lavoratori a rischio e meno servizi foto

di Daniele Reali —

GROSSETO – La Provincia ce l’ha fatta. Anche per il 2014 ha rispettato il patto di stabilità, mostrando conti in ordine e soprattutto un avanzo di amministrazione non vincolato di quasi 7 milioni di euro.

Conti in ordine e nessun debito con i fornitori (la Provincia fino ad oggi è riuscita a saldare tutte le fatture entro 30 giorni), ma la situazione rimane molto incerta. L’incertezza riguarda soprattuto il futuro dei dipendenti della provincia. In tutto sono 484, ma come prevede la legge di stabilità le spese per il personale dovranno essere ridotte del 50% e a questo punto a rischiare il posto di lavoro  e la mobilità sono circa in 200.

Ancora non c’è niente di deciso, precisa il presidente Emilio Bonifazi. «La situazione di incertezza non ci consente di sapere cosa succederà. Ancora non sappiamo bene quali saranno le funzioni di cui ci dovremo occupare».

Tutto sarà deciso entro il 31 marzo. La regione varerà una legge che definirà le nuove competenze delle province. Lo schema di indirizzo è già stato approvato dalla giunta regionale, ma non è ancora chiaro come saranno distribuite le risorse umane. In altre parole non si che fine faranno i dipendenti dei vari settori che passeranno alla regione.

«La situazione sarebbe positiva – dice Bonifazi – se non intervenissero altri tagli, ma già nel 2015 avremo una riduzione delle risorse di oltre 6 milioni e 600 mila euro». Riduzione che agirà come una mannaia su una serie di servizi. «Dovremmo ridurre o azzerare tutti i contributi e questo si ripercuoterà per esempio sulla rete museale, sulla rete delle biblioteche, sul polo universitario o sull’Isgrec, tanto per fare alcuni esempio».

 

Il rischio fallimento – Ma se nel 2015 »la provincia forse potrà difendersi e reggere il colpo» la proiezione per il 2016 e il 2017 non lascia molti dubbi. «Con i tagli previsti, circa 12 milioni nel 2016 e 20 nel 2017, la provincia non potrà che entrare in dissesto finanziario».

Il quadro dunque è preoccupante. Il rischio fallimento torna a farsi concreto soprattutto per il futuro e in questo contesto aumentano le preoccupazioni dei dipendenti.

Continua infatti l’occupazione di Palazzo Aldobrandeschi, sede della provincia. Giorno e notte il presidio dei lavoratori va avanti. I prossimi mesi saranno decisivi: si capirà meglio l’entità degli esuberi e come i posti di lavoro potranno essere riassorbiti.

Intanto però, ad oggi, la provincia, in piena “emergenza risorse”, deve comunque garantire una serie di servizi. «Per noi non è cambiato niente – dice il direttore generale Emilio Ubaldino – facciamo le stesse cose che facevano due o tre anni fa. Lo dobbiamo fare però con la metà delle risorse e questo non sarà più possibile».

In pratica anche nel 2015 si potrebbe verificare che per mancanza di risorse da investire non si possa più fare manutenzione alle strade o alle scuole: «Cosa succederà? – spiega Bonifazi – succederà che chiuderemo le strade con le buche o le scuole che crollano. Non possiamo dare altro».

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