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Ambientalisti «Nella geotermia non c’è futuro, neppure occupazionale. Si distrugge un territorio»

AMIATA – «I sindaci geotermici dell’Amiata organizzano la mensa dei poveri per conto dell’Enel» a parlare è Sos geotermia Amiata «Non avendo alcun argomento per giustificare lo scempio ambientale che si sta aggravando e i morti e malati in più sul monte Amiata, di fronte all’avvio della nuova megacentrale Bagnore 4 che già inizia a produrre i suoi effetti, i sindaci di Arcidosso, Santa Fiora e Piancastagnaio, per conto di Enel, organizzano un “banchetto” per le imprese locali, prefigurando un radioso futuro per l’economia amiatina, grazie alla geotermia, così come, secondo loro, già succede nell’area di Larderello».

«Basterebbe leggere i dati ufficiali della disoccupazione e della miseria economica nelle aree di Larderello – prosegue il comitato ambientalista -, per inorridire all’idea di trasformare così le ricchezze ancora presenti dell’Amiata. La geotermia toscana fino ad oggi ha portato solo danni ambientali, alla salute ed economici».

«Gli occupati delle 34 centrali toscane arrivano ai 600 addetti, che – calcola Italia Nostra – sono solo quelli occupati nel turismo nel solo comune di Casole d’Elsa, dove un sindaco ha preso atto che, a seguito di un referendum la geotermia nel suo comune “non s’ha da fare”. Soltanto il sistema Montalcino, Montecucco, agroalimentare e olio extravergine – come affermano gli stessi imprenditori – fattura otre un miliardo di euro e che dà lavoro a oltre 5mila persone; sistema che grazie alla geotermia rischia di saltare. Ma poi, Piancastagnaio oggi, dopo decine di anni di sfruttamento geotermico, quanto ha guadagnato in termini di posti di lavoro?».

«Ma i nostri sindaci, evidentemente allettati dalle briciole che potrebbe (con il condizionale) elargire Enel, credono che la Toscana, e l’Amiata in questo caso, non possano vivere di turismo e agricoltura, ma che bisogna puntare sui settori meccanico ed edile – prosegue Sos geotermia -. Quindi trasformare un paradiso ambientale, storico, enogastronomico e di colture pregiate in un inferno industriale e di cemento! Per il “ferro” ci sta ben pensando l’Enel e le altre decine di squali della manna incentivi, ma per l’edilizia, veramente, di cosa stiamo parlando? L’Amiata, e ancor più l’area Larderello, sono le zone in cui il prezzo degli immobili è più basso, dove ci sono molti venditori e pochissimi acquirenti, e sarebbe strano il contrario, visto come stanno conciando questi territori. Costruire per chi, per cosa? L’unica cosa saggia che dovrebbero fare questi amministratori è prendere atto che sono degli irresponsabili nei confronti dei territori e dei cittadini. E quindi dimettersi».

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