Made in Italy, Coldiretti lancia l’allarme: «Crollo verticale delle produzioni»

GROSSETO – Gli effetti del crollo dei raccolti Made in Italy si sono già fatti sentire all’inizio del nuovo anno in cui diventa obbligatorio razionare tutti i prodotti base della dieta mediterranea. «La produzione Made in Italy di miele è quasi dimezzata nel 2015 per effetto del clima – afferma Andrea Renna, direttore Coldiretti Grosseto –, la vendemmia si è classificata come la più scarsa dal 1950 con un calo del 15 percento, per non parlare dell’olio d’oliva che ha subito quest’anno un crollo del 35%». Inoltre a causa dell’eccessiva dipendenza dell’industria nazionale per l’acquisto di grano duro dall’estero, pari al 40 percento del fabbisogno, è allarme anche per la produzione italiana di pasta. Anche per il raccolto nazionale di agrumi il conto è pesante con un taglio del 25%, mentre per il pomodoro da conserva si registra un calo delle rese per ettaro e la produzione rimane in linea con la media stagionale degli ultimi cinque anni. Per le castagne siamo addirittura al minimo storico con un raccolto nazionale ben al di sotto dei 18 milioni di chili registrati lo scorso anno. «Gli effetti del crollo produttivo si fanno sentire a tavola dove gli italiani – continua Renna – sono i principali consumatori di pasta a livello mondiale e fanno registrare acquisti da primato anche per il vino, per l’olio d’oliva e per i pomodori trasformati. Rischiano quindi di mancare dalle tavole quest’anno quei prodotti base della dieta mediterranea che sono essenziali per garantire una buona salute».

«Ovviamente con il crollo dei raccolti nazionali aumenta il rischio di portare in tavola prodotti spacciati per Made in Italy ma provenienti dall’estero con una qualità bassa – commenta Francesco Viaggi, presidente Coldiretti Grosseto -. Per questo è importante verificare l’origine in etichetta soprattutto su prodotti come l’olio, il miele e gli agrumi freschi, per i quali è obbligatorio indicare la provenienza, oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica, oltre a cercare sempre sulle confezioni il caratteristico logo Dop/Igp a cerchi concentrici blu e gialli, con la scritta per esteso nella parte gialla “Denominazione di Origine Protetta”, mentre nella parte blu compaiono le stelline rappresentative dell’Unione Europea».

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