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Contro l’abbattimento dei pini Italia Nostra si appella agli intellettuali e i comitati chiedono più partecipazione

GROSSETO – L’abbattimento degli alberi della pineta continua a creare malcontento tra associazioni e ambientalisti. Il gruppo “Salviamo le pinete” ha promosso una raccolta firme e petizione popolare per la pineta del Tombolo. «Chiediamo – affermano – che, ognuno nel proprio ruolo, i cittadini e le istituzioni collaborino per preservare i pini marittimi senza segni di Matsucoccus, con chiome verdi, per di più, con tutta probabilità, resistenti alla infestazione e, quindi, assolutamente da preservare e la cui discendenza incrementare al massimo per la perpetuazione degli inestimabili beni albero, pineta e biodiversità; per curare i pini marittimi con chiome parzialmente arrossate, attaccati ma ancora vivi (costerebbe solo 16-18 euro a pianta); e per tagliare e sostituire i pini con chiome completamente arrossate o spoglie». Il gruppo chiede un percorso condiviso, e «il diritto dei cittadini e delle loro associazioni e comitati alla democrazia partecipata mediante un reale processo di consultazioni e decisioni continuativamente condivise».

Sul tema intervengono anche Nicola Caracciolo, Antonio Dalle Mura e Michele Scola, rappresentanti di Italia Nostra. «Il pino domestico da un volto preciso e riconoscibile alla Maremma, che da secoli lo ha scelto come simbolo del suo nuovo umanesimo agrario, affidandogli il grave compito di mettersi a barriera tra il mare e i molli campi coltivati. Oggi è in corso una guerra aperta al pino domestico. Le motoseghe del Comune di Grosseto abbattono sistematicamente tutti questi splendidi alberi. Questa associazione si rivolge in prima istanza al sindaco di Grosseto, affinché la Giunta da lui guidata torni sui suoi passi, fermando il processo in atto. Italia Nostra lancia un appello a tutti gli intellettuali, agli esperti, alle persone sensibili e amanti del bello, che hanno gli adeguati strumenti culturali, affinché pongano in essere ogni utile iniziativa per fermare il grave fenomeno in atto».

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