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Autostrada, ore di bagarre in consiglio. Ma la mozione 5 Stelle non passa. No Sat: «Vergogna»

GROSSETO – Alla fine è stato un nulla di fatto e sul futuro del corridoio tirrenico non è arrivata nessuna decisione. È stata ancora l’autostrada, tornata in questi gironi al centro del dibattito politico con la nuova posizione della provincia e la scelta di puntare sull’adeguamento dell’Aurelia, a scatenare una lunga discussione questa mattina in consiglio comunale a Grosseto.

A stimolare le parti politiche sul tema dell’autostrada è stata la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle contro la realizzazione del progetto della Tirrenica e per la messa in sicurezza della Aurelia a sud di Grosseto.

La posizione dei 5 Stelle è nota da tempo: non si deve più puntare sul progetto Sat, ma rendere più sicura l’attuale Aurelia, senza nessuna ipotesi di pedaggio, lasciando pubblica un’infrastruttura che serve al territorio.

Durante la seduta è però emerso, soprattutto dai banchi della maggioranza e dal Partito democratico, che, ferma restano la contrarietà al tracciato Sat, «l’autostrada rimane un’opportunità per questo territorio». Così il segretario comunale Pd Saimo Biliotti che in seguito ha proposto all’assemblea di modificare con un emendamento il testo della mozione 5 Stelle.

La convergenza però non c’è stata e dopo più di due ore di “rimpalli”, dichiarazioni di voto e tentativi di mediazioni, è stato Giacomo Gori (M5S) a ritirare la mozione. «L’emendamento Pd – ha detto Gori – snatura completamente la nostra mozione. La maggioranza non ha voluto accettare la nostra proposta che si rifà alle ipotesi del tracciato del 2001 (quello del governo Amato) e che prevedeva di fatto la realizzazione di un tracciato autostradale condiviso da tutti, ma pubblico e senza pedaggio».

Forte la critica da parte del coordinamento territoriale No Sat, presente ai lavori del consiglio con il suo rappresentante Ubaldo Giardelli. «È una vergogna, non si capisce come mai non si voglia prendere una posizione netta contro l’ipotesi Sat che danneggerebbe il nostro territorio e regalerebbe ai privati una strada pagati dai cittadini».

 

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