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Imu agricola, Confagricoltura «Da contrastare senza se e senza ma. Non va pagata e va abolita»

GROSSETO – “L’Imu sui terreni agricoli sta diventando un vero e proprio paradosso nei termini”. A intervenire è Confagricoltura che prosegue “Prima si emana un decreto il 30 di novembre secondo il quale, completamente fuori termini, si chiede il pagamento sui terreni agricoli di questa imposta che viene applicata tenendo conto, in via esclusiva, del solo criterio altimetrico. Pochi giorni prima della presunta scadenza del 16 dicembre, il Governo, ha ritenuto fare un passo indietro e dopo aver sospeso il pagamento dei tributi nelle zone colpite dagli eventi alluvionali del 2014, ha spostato al 26 gennaio 2015 il versamento Imu sulle superfici agricole”.

“Prendiamo atto che il Governo si è impegnato a rinviare il termine a gennaio per il pagamento dell’imposta sui terreni agricoli montani e collinari, per i quali è stata disposta la revisione che rendeva tassabili terreni che finora non lo erano – afferma il presidente provinciale di Confagricoltura Antonfrancesco Vivarelli Colonna -. Tutto questo devo dire con estrema franchezza è in linea con quelle che erano le mie peggiori aspettative, perché non solo non c’è stato lo slittamento a giugno che avevamo richiesto e che ci avrebbe permesso di lavorare per dimostrare l’infondatezza di questa tassazione, ma si va al 26 gennaio, solo per motivi meramente tecnici sollecitati dai Comuni, con una tassa iniqua e in palese violazione con alcuni articoli della Costituzione”. Vivarelli si riferisce all’articolo 23, perché per l’imposizione di nuovi tributi è necessaria la votazione parlamentare ed invece è stata imposta per decreto, l’articolo 3 che evidenzia l’uguaglianza della contribuzione tra i cittadini mentre in questo caso siamo davanti ad una evidente discriminazione accentuata dal criterio di modulazione in base a parametri puramente altimetrici.

“Vi è inoltre – puntualizza – una palese violazione dell’articolo 53 che concerne la correlazione tra imposizione fiscale e capacità di contribuzione fiscale del cittadino, accentuata dal fatto che Grosseto proviene da due anni di alluvioni 2012 e 2014 e dunque con una ridotta capacità contributiva, come pure viene violato l’articolo 47 perché questa imposizione costituisce un deterrente al risparmio popolare, soprattutto sulla casa”. Il presidente di Confagricoltura Grosseto è un fiume in piena e dopo aver snocciolato i principali articoli della nostra carta costituzionale che risulterebbero violati, puntualizza che gli agricoltori pagano un’altra tassa.

“Noi siamo già tassati a reddito agrario dominicale e quindi quella che ci viene prospettata è una duplicazione di imposta. Questa Imu è da contrastare senza se e senza ma, da destra a sinistra, dall’alto verso il basso. Non va pagata. Deve essere abolita e ci batteremo perché ciò avvenga”. Secondo Vivarelli per coprire i trecentocinquanta milioni di euro dell’Imu, già spesi per gli 80 euro del Bonus fiscale, bisognerebbe guardare altrove, perché rimandare il problema non significa risolverlo. Del resto anche Agrinsieme, il coordinamento tra Confagricoltura, Cia e Allenza delle Cooperative Agroalimentari ha spiegato che le risorse ci sarebbero, basterebbe prendere i 400milioni di euro che il Governo, nell’ambito dell’esame al Senato del Disegno di Legge Stabilità, vorrebbe destinare alla Federconsorzi, un ente che la legge in vigore qualifica come meritevole di liquidazione ed estinzione. Si tratterebbe dell’ammontare complessivo dei crediti spettanti ai consorzi agrari, che sarebbero dunque riservati ad un ristretto gruppo di persone che oggi gestiscono la Federconsorzi, somma che potrebbe essere invece destinata per risolvere la questione della copertura finanziaria per il mantenimento dell’esenzione IMU sui terreni agricoli di montagna. “Circolano infatti in queste ore alcune bozze di emendamenti in cui – spiega Vivarelli -, dietro l’apparente finalità di recuperare le somme necessarie a soddisfare le posizioni creditorie degli ex dipendenti della Federconsorzi, si cela la volontà di destinare implicitamente il credito alla Federconsorzi. I crediti degli ex-lavoratori rappresentano in realtà solo una percentuale irrisoria  rispetto all’ammontare complessivo dei crediti dei consorzi agrari.”

Infine Vivarelli sottopone alla attenzione pubblica anche un altro problema, quello che riguarda i comuni di Manciano, Orbetello, Capalbio, Follonica, Scarlino e Sorano che per decreto sono stati inseriti tra quelli colpiti dalle alluvioni e per i quali erano stati sospesi i versamenti e gli adempimenti tributari, inclusi quelli derivanti dalle cartelle di pagamento, scadenti nel periodo compreso tra il 10 ottobre e il 20 dicembre.

“Cosa succederà per loro – si chiede -, visto lo spostamento del pagamento della rata dell’Imu agricola al 26 gennaio? Non vorrei mai che si trattasse dell’ennesimo e indegno trucco utilizzato per spillare denari anche a chi ha subito, suo malgrado, ingenti danni. Non è un caso che il Governo abbia rigettato la proposta confagricola di fiscalizzare i tributi, preferendo la loro sospensione. Sono situazioni che mi fanno indignare dieci volte di più, perché in questo caso, oltre a non tutelarli e a non riconoscere loro un indennizzo, si trova il modo bieco di colpire chi possiede terreni improduttivi”.

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