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Nursing up e Usb attaccano la Asl 9: «Strutture inadeguate, personale insufficiente e carenza di posti letto»

GROSSETO – La direzione aziendale della Asl 9 «Preferisce bypassare le corrette dinamiche di confronto con i sindacati gestendo di fatto in maniera autocratica e spesso quasi “schizzofrenica” l’organizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali, senza ascoltare le sempre più numerose situazioni di disagio, di stress e di insoddisfazione che coinvolgono tutti gli operatori sanitari e non ultimi, i cittadini maremmani». Lo affermano Nursingup ed USB che oggi, tra l’altro, hanno aderiro allo sciopero generale indetto da Cgil e Uil.

«La provincia di Grosseto, secondo i dati forniti dal “Sole 24 ore” è al 64° posto per tasso di emigrazione ospedaliera, e ciò significa che molti grossetani non sono contenti ne della qualità ne dei tempi con cui si erogano nella nostra ASL le prestazioni sanitarie – proseguono i sindacati di base e degli infermieri -. L”Ospedale per intensità di cura” tanto sponsorizzato dalla Regione Toscana e che doveva essere un fiore all’occhiello della sanità maremmana si è rilevato un fallimento completo».

«Nursing Up e USB per primi, attraverso la somministrazione di un questionario agli operatori sanitari – proseguono -, avevano evidenziato le criticità e le problematiche di questo modello organizzativo. L’allarme lanciato è rimasto senza risposta alcuna. La logistica delle strutture ospedaliere inadeguata, il personale sanitario insufficiente e ancor più una scriteriata e ingiustificata riduzione dei posti letto che ha portato la nostra ASL a raggiungere il ben poco invidiato primato negativo di 2,45 posti letto disponibili ogni 1000 abitanti, a fronte dei 3,15 richiesti dalla Regione (per una realtà come la nostra corrispondono ad un perdita secca di 150 letti di degenza), hanno di fatto aggravato lo stato delle cose».

«Così, con un tasso medio di occupazione dei posti letto in area medica prossimo al 100%, anche il minimo incremento di accessi al pronto soccorso del Misericordia mette in ginocchio il sistema, costringendo la direzione aziendale ad un “tourbillon” di aperture, chiusure e spostamenti di “setting” (ex reparti), nel tentativo di tamponare le ripetute criticità – si legge nella nota -. I pazienti, poi, per necessità organizzative legate all’”intensità di cura” vengono spesso spostati, anche più volte da un piano all’altro dell’ospedale, generando problemi non indifferenti a loro, al personale sanitario che li deve assistere e ai parenti, che non di rado si trovano a “cercare” e a “rincorrere” il proprio caro per mezzo ospedale».

«A questo punto si fa obbligo alla dirigenza di fare un passo indietro e di constatare il fallimento, nella ASL9, della nuova organizzazione per “intensità di cura”, tanto più che da giorni anche l’”Area Funzionale Medica”, ultimo baluardo che ancora prevedeva l’attuazione di questo modello organizzativo, ha alzato bandiera bianca e , al fine di razionalizzare risorse e servizi, il dirigente medico responsabile d’area, ha dato indicazione scritta ai propri collaboratori di tornare a ricoverare i pazienti per patologia, ripristinando di fatto i vecchi “reparti” – affermano Nursing up e Usb -. E che il sistema sanitario maremmano e la sua organizzazione abbiano avuto ultimamente più di qualche cedimento è senz’altro avvalorato dai circa 1,8 milioni di euro pagati soltanto quest’anno ai pazienti e familiari per errori nell’erogazione delle prestazioni.»

«In questo contesto poi, un peso rilevante lo gioca la carenza di personale che induce a carichi di lavoro spesso insopportabili ed a prestazioni da erogare sempre più spesso in orario straordinario e quindi con il personale stanco, stressato e, per i motivi sopra addotti, sempre più demotivato. Infine vogliamo ricordare che in un contesto di crisi e ridimensionamento della qualità dei servizi sanitari erogati nella nostra provincia, si inseriranno presto due “splendide perle” di strategia organizzativa che andranno ulteriormente a depauperare in termini di qualità e di risorse la sanità locale: la chiusura della Centrale Operativa del 118 di Grosseto, con ricadute assolutamente negative in termini di appropriatezza e tempestività degli interventi , in quanto gli operatori che risponderanno da Siena non hanno e non avranno per lungo tempo conoscenza specifica della miriade di località, borghi, poderi ecc… presenti nel nostro vastissimo territorio. E sbagliare o anche solo ritardare gli interventi, in emergenza, anche solo di pochissimo tempo, sappiamo tutti perfettamente quali conseguenze disastrose potrebbe avere. Il più che probabile “commissariamento” della nostra ASL sotto l’egida di Siena (o Arezzo), preludio della ASL unica e della quasi certezza di un ulteriore e progressivo smantellamento della sanità grossetana. E la cosa più triste – concludono – è che il destino della sanità maremmana si stia compiendo nel più assordante silenzio dei sindaci della provincia e delle forze politiche locali, complimenti».

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