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Violenza sulle donne: l’ospedale Misericordia premiato per l’assistenza. Qui è nato il “Codice rosa”

FIRENZE – Due ospedali toscani, l’azienda ospedaliero univesitaria di Careggi, a Firenze, e l’ospedale Misericordia di Grosseto, hanno ricevuto i riconoscimenti dell’O.N.Da, Osservatorio nazionale sulla salute della donna, per il concorso Best Practice, nell’ambito del Programma Bollini Rosa, che ogni anno premia le strutture che si distinguono per i servizi rivolti alle donne.

Gli ospedali italiani premiati per le Best practice nell’assistenza alle donne che hanno subito violenza sono 7: due di questi sono, appunto, toscani. “E’ un riconoscimento importante – dice l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni – che premia il grande lavoro che da anni si sta facendo in Toscana per contrastare la violenza sulle donne. Ora in tutte le aziende della regione è attivo il Codice Rosa, che consente di far emergere i casi di violenza, assistere le vittime e perseguire i responsabili delle violenze”.

L’azienda ospedaliero-universitaria di Careggi ha ricevuto il premio per il Centro di riferimento regionale per la violenza e l’abuso sessuale su adulte e minori. Motivazione: “per la rilevanza del servizio a livello regionale e per il suo contributo nel migliorare la gestione della donna vittima di violenza sessuale dal punto di vista clinico, psicologico e sociale, garantendo un’efficiente presa in carico della paziente in pronto soccorso e assicurando la continuità assistenziale sul territorio”.

L’ospedale Misericordia di Grosseto è stato premiato per il Codice Rosa (la Asl 9 di Grosseto è stata la prima in Toscana ad avviare l’esperienza del Codice Rosa, che poi è stata estesa a tutte le aziende toscane). Motivazione: “per la promozione e l’utilizzo di sistemi di codifica virtuale orientati a identificare casi di violenza dichiarata o sospetta per ottimizzare la presa in carico protetta della donna vittima di violenza domesitca o sessuale al momento dell’accesso in pronto soccorso, con un supporto integrato multidisciplinare”.

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