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La fotografia di Henri Cartier Bresson, in un incontro su “l’occhio del secolo”

GROSSETO – Se mai è esistito uno sguardo in grado di cambiare per sempre la maniera di osservare la realtà e di pensare la fotografia, è stato senza dubbio quello di Henri Cartier Bresson, il più grande tra i grandi fotografi. Il fotografo francese, morto dieci anni fa, con la sua macchina fotografica Leica 1 ha costruito il nostro immaginario: in 96 anni di vita, l’ “occhio del secolo”, come è stato soprannominato, ha visto tutto e ha documentato momenti storici straordinari insieme alla poesia della quotidianità. E lo ha fatto sempre da un punto di vista originale e raffinato, con la consapevolezza che “fotografare è riconoscere un evento in una frazione di secondo e porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore”.

Nella produzione artistica di Henri Cartier-Bresson si possono riconoscere tre periodi, che fanno capo alle diverse esperienze vissute con l’ambiente surrealista francese, poi all’attività durante la Seconda guerra mondiale e, infine, al periodo del dopoguerra, quando fonda con Robert Capa, George Rodger, David Seymour e William Vandivert la famosa Agenzia Magnum, una delle più importanti agenzie fotografiche del mondo.

Gran parte di questa produzione verrà illustrata giovedì 11 dicembre alle ore 18, nella sala delle conferenze del museo di storia naturale, da Mauro Papa, durante un incontro a ingresso gratuito – intitolato “L’occhio del secolo: la fotografia di Henri Cartier Bresson” – che ripercorre le opere della bellissima retrospettiva allestita all’Ara Pacis di Roma e proveniente dal Centre Pompidou di Parigi. L’incontro di giovedì può essere utile per chi vuole visitare la mostra a Roma ed è a ingresso libero.

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