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Il WWF dice no all’eliminazione del sottobosco nella pineta del Tombolo «Interventi devastanti»

MARINA DI GROSSETO – Il WWF dice no alla «rimozione totale del sottobosco di sclerofille sempreverdi. Ci giunge notizia dell’esecuzione di lavori qualificati come “Interventi selvicolturali di riduzione del rischio di incendio” nella parte di pineta litoranea situata all’altezza del km 28 della strada litoranea tra Marina di Grosseto e Castiglione della Pescaia, area situata in un Sito di Importanza Comunitaria (SIC), Sito di Importanza Regionale (SIR) e Zona di Protezione Speciale (ZPS)».

«Il WWF da sempre si dichiara fortemente contrario a simili interventi, il cui impatto sull’ecosistema è devastante e la cui utilità per la prevenzione antincendio è quantomeno discutibile – prosegue l’associazione ambientalista -. Per una protezione antincendio ottimale è infatti sufficiente rimuovere i materiali più facilmente infiammabili come il legno morto o necromassa sia caduto a terra che ancora in pianta e diradare (ma non eliminare!) il sottobosco in una fascia di limitata estensione che bordi le principali linee di criticità (come le strade)».

«Questa è la strategia adottata nelle pinete correttamente gestite anche quando poste in luoghi frequentati e quindi a più alto rischio, ad esempio quella di Castel Fusano ad Ostia – prosegue il WWF -. La rimozione dello strato arbustivo di macchia mediterranea ha molteplici impatti, il più evidente dei quali è quello paesaggistico, tra cui quello di ridurre a valori minimi la biodiversità del bosco e quindi di bloccare i processi naturali di decomposizione della lettiera di aghi che saranno destinati fatalmente ad accumularsi. É cosa nota a tutti che gli aghi secchi di pino sono un materiale altamente infiammabile e molto lento a disfarsi anche in un ambiente integro dotato di tutti gli organismi decompositori, come il favorire il loro accumulo possa essere considerato una valida strategia antincendio risulta a noi incomprensibile».

«Oltre a questo la semplificazione dell’ecosistema e l’accumulo di aghi indecomposti favorisce un deterioramento del suolo, un fattore critico in questi suoli sabbiosi con scarsissima sostanza organica, con conseguente indebolimento dei pini che saranno così molto più facilmente vittima degli attacchi di fitofagi opportunisti come il coleottero Scolitidae Tomicus, uno dei fitofagi che le Amministrazioni locali affermano di voler combattere – si legge ancora nella nota -. In definitiva il giudizio del WWF su queste operazioni non può che essere del tutto negativo. Riteniamo che interventi di questo tipo non abbiano alcun senso e che possano procurare solo danni sia immediati nel medio e lungo termine».

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