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Maltempo, Stella «I centri urbani devono adeguarsi ai cambiamenti climatici»

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SCARLINO – Danni a Scarlino dopo l’ultima ondata di maltempo del 27 novembre scorso, soprattutto nella zona di Pian d’Alma e nell’area dietro al porto del Puntone. «È la terza volta in pochi giorni che tra allerta rischi ed eventi ci troviamo a fronteggiare le emergenze – dice il sindaco Marcello Stella il quale ha effettuato vari sopralluoghi nelle aree interessate agli eventi calamitosi -. Il comune sta quantificando i danni e ha messo a disposizione delle zone alluvionate mezzi e operatori. In collaborazione e con il coordinamento della Provincia e il Consorzio di bonifica stiamo intervenendo sui reticoli con un escavatore per la ricalibratura di due corsi d’acqua nella zona di Pian d’Alma. I lavori proseguiranno anche domani».

«Inoltre siamo già intervenuti attraverso le idrovore e il ripristino fognature e con il relativo piano di interventi di emergenza al Puntone – prosegue Stella -. I lavori del consolidamento dell’argine di recinto del padule proseguono così come per la controfossa di Scarlino Scalo ed il progetto delle vasche di laminazione è a gara».

«Il fenomeno di questi eventi alluvionali non può passare inosservato: oramai non si possono più chiamare eventi straordinari – puntualizza il sindaco di Scarlino -. È ormai chiaro così come sono chiari i segnali che la natura ci dà, che i cambiamenti climatici e le abbondanti piogge cozzano con gli attuali modelli idraulici dei centri urbani e delle campagne che risultano inadeguati rispetto al passato».

Prosegue Stella «Necessitano urgentemente interventi prioritari per l’aggiornamento delle mappe del rischio per il rafforzamento delle opere idrauliche e di prevenzione. I Comuni da soli non possono farcela. Sarebbe auspicabile un progetto generale a livello regionale e nazionale che possa far fronte a questa vera e propria emergenza che troppo spesso oltre che ai gravi danni causa costantemente anche un pesante ed inaccettabile tributo di vite umane. Il riassetto idrogeologico dei nostri territori sarebbe anche un importante base per la ripresa occupazionale di un settore che oggi è particolarmente in crisi».

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