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Cucciolo di dogo maltrattato, trovati i proprietari «Lo facevamo per insegnargli a camminare» foto

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di Barbara Farnetani

GROSSETO – Due fidanzati e un amico. Tre grossetani, una coppia di 26 anni e un terzo uomo di 33. sono loro gli autori dei maltrattamenti di un cucciolo di circa tre mesi, un incrocio tra un dogo argentino e un pitbull. I tre erano stati filmati da un cittadino nell’area verde dietro la Questura mentre facevano roteare il cane in aria appeso al guinzaglio. Le immagini, inviate alla stampa, erano state acquisite dalla Questura di Grosseto che aveva avviato le indagini: in principio si era cercato cani simili tra quelli registrati all’anagrafe canina e con microchip, poi gli uomini della squadra mobile avevano perlustrato giardini e aree verdi, tutte le zone in cui i proprietari portano a spasso i propri cani.

E proprio al parco di via Giotto gli agenti avevano individuato la ragazza e l’amico, assieme al cane. Individuare anche il fidanzato, colui che materialmente teneva il cane al guinzaglio nel video, a quel punto, è stato facile.

La coppia ha affermato di aver acquistato il cucciolo su internet, e siccome non voleva camminare, gli avevano consigliato il “trattamento” che loro mettevano in atto, ossia di tirare il cane o di “spingerlo” con i piedi. Il cane, che è stato visitato da due medici veterinari della Asl Carla Bielli e Paolo Madrucci. Non sarebbero emerse lesioni, solo un cero indolenzimento agli arti, anche se il cucciolo è molto timoroso e impaurito. Proprio per questo è stato ricoverato nel canile sanitario della Asl dove un veterinario comportamentale sta valutando se abbia subito danni psicologici. I tre non hanno potuto negare le proprie responsabilità, e saranno deferiti alla Procura della Repubblica per maltrattamenti. Il dubbio è anche che, in qualche modo, cercassero di accrescere l’aggressività del cane, ma potrebbe anche essere che, di fatto, i tre non hanno la minima idea di come ci si rapporta con gli animali. Sarà l’Asl a stabilire in seguito se restituire il cane ai proprietari o se affidarlo a qualcun altro che possa essere in grado di prendersene cura (nella foto il dirigente della squadra Mobile Armando Buccini e il veterinario della Asl Carla Bielli).

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