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Operazione Mangusta: in Maremma paracadutisti e sbarchi. Punta Ala diventa una piccola “Normandia”

GROSSETO – Sarà la Maremma ad ospitare anche quest’anno l’operazione Mangusta, un’importante esercitazione militare, voluta come test per i paracadutisti dell’Esercito Italiano come “early entry force”. L’esercitazione si svolgerà dal 24 novembre al 5 dicembre prossimi tra Grosseto, Massa Marittima, Arcille e Punta Ala.

Quest’anno, peraltro, l’esercitazione acquisisce un respiro internazionale, vista la presenza anche di un’unità paracadutisti statunitense, unitamente ad alcuni reparti dell’Esercito non dipendenti dalla Brigata “Folgore”.

L’esercitazione, che sarà a “gioco libero” (cioè l’evoluzione delle attività non sarà predefinita, ma si fonderà sulle scelte attuate sul campo dai singoli Comandanti di unità), si svolgerà in un’ampia porzione di territorio toscano, che abbraccerà aree della provincia di Livorno, di Pisa, di Siena e, soprattutto, di Grosseto.

Come si svolge l’operazione Mangusta – Lo scenario prevede l’intervento di una Forza multinazionale (Forze Blu) per supportare l’esercito regolare dello stato di Kamon (Forze Verdi) contro il tentativo del gruppo separatista Knaf (Forze Marroni) di impossessarsi di una porzione di territorio di Kamon il cui sottosuolo è ricco di giacimenti.

Le Forze Blu saranno composte da unità tratte dal 183° reggimento paracadutisti, dal 1° reggimento carabinieri paracadutisti e dal reggimento lagunari “Serenissima”; le Forze Verdi saranno costituite dall’8° reggimento guastatori paracadutisti, da unità del 185° reggimento artiglieria paracadutisti, del 6° reggimento logistico “Folgore” e del 1° reggimento “Granatieri di Sardegna”; le Forze Marroni includeranno unità del 186° reggimento paracadutisti, di “Savoia Cavalleria”, del reggimento lagunari “Serenissima” e della 173^ Brigata paracadutisti dell’Esercito statunitense.

Pur se improntata al massimo realismo possibile, l’esercitazione non prevede lo svolgimento di attività a fuoco, ma solamente l’impiego di mezzi militari per il pattugliamento e il controllo del territorio.

I paracadutisti saranno equipaggiati di tutto punto, ma le loro armi saranno caricate a salve: per testare ulteriormente le loro capacità operative, verranno anche effettuati lanci con il paracadute in zona Massa Marittima, sbarchi di personale da elicotteri sempre a Massa Marittiima e ad Arcille e uno sbarco dal mare, con dei barchini leggeri, a nord di Punta Ala.

La “centrale di controllo” di tutte le attività, cioè la direzione di esercitazione, sarà allestita a Grosseto, all’interno della caserma di via Senese, sede del reggimento “Savoia Cavalleria”: da lì, il Comandante della Brigata, il Generale Lorenzo D’Addario, supervisionerà lo sviluppo dell’esercitazione e valuterà il livello addestrativo raggiunto dai suoi paracadutisti.

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