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La Maremma della crisi: pochi giovani, occupazione femminile sotto la media, imprese che muoiono

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di Barbara Farnetani

GROSSETO – I nati in provincia di Grosseto, nel 2013, sono stati la metà dei morti, 1.483 contro i 2.746 dei decessi, ai nati si devono poi aggiungere coloro che hanno scelto di venire in Maremma dall’estero, 1.244 persone, oltre ai trasferimenti da una provincia all’altra. Portando così la provincia dalle 220.982 unità del gennaio 2013, alle 225.098 del dicembre dello stesso anno con la popolazione femminile che supera quella maschile di oltre 9 mila unità. 81.536 coloro che risiedono nel capoluogo e 21.762 nella città di Follonica, mentre il comune più piccolo è Seggiano, con soli 987 residente e un salso negativo del -2,28%.

Sono solo una parte dei dati resi noti dalla Camera di commercio di Grosseto con la pubblicazione “Grosseto i numeri che contano” giunta alla decima edizione. «Dopo alcuni anni di stagnazione demografica l’anno 2013 fa registrare un significativo balzo in avanti della popolazione residente che, rispetto al 31 Dicembre 2012, aumenta di quasi due punti percentuali (+1,86%) – affermano dalla Camera di commercio -; un tasso di crescita, questo, tra i più alti della Toscana ed in assoluto il più alto nel- l’ultimo decennio per la provincia di Grosseto. Tale dinamica è particolarmente accentuata nel territorio comunale di Castiglione della Pescaia (+5,10% nel 2013) ed in quello di Monte Argentario (+3,89%), mentre nel capoluogo provinciale la popolazione aumenta, nel complesso, di quasi tre punti percen- tuali (+2,93%). La crescita demografica è da attribuire esclusivamente al saldo anagrafico (in termini assoluti: + 5379 unità a fronte di -1263 del saldo naturale), all’interno del quale pesano notevolmente le iscrizioni da altro comune del territorio nazionale e le iscrizioni dovute ad altri motivi».

«Per quanto riguarda invece il saldo naturale si rinnova, per tutti i 28 comuni della provincia un valore negativo – prosegue il rapporto -. Tutti gli altri indicatori evidenziano una struttura demografica in cui si sta accentuando in modo preoccupante lo squilibrio fra la popo- lazione giovanile (e/o attiva) e quella anziana. Questo scenario demografico è oltremodo collocato in un contesto territoriale notoriamente sottodimensionato per quanto riguarda la rete di infrastrutture dove, peraltro, non solo gli indicatori relativi al 2012 mostrano come la dotazione provinciale sia molto al di sotto di quella regionale e nazionale, ma evidenziano anche come, in alcuni casi (ferrovie, porti e strutture per le imprese), la situazione tra il 2009 ed il 212 sia addirittura peggiorata.».

Una fotografia economico statistica della Maremma. «Con il maneggevole opuscolo, per la prima volta in veste esclusivamente informatica – afferma il presidente Giovanni Lamioni -, mettiamo a dispo-sizione degli operatori economici uno strumento veramente leggero, in grado di offrire una serie di prime sintetiche informazioni sulla realtà economica e sociale della provincia di Grosseto ed in particolare sul tessuto imprenditoriale, sulle sue potenzialità e sulle sue dinamiche di sviluppo. La pubblicazione si propone come obiettivo quello di costituire un utile strumento per gli imprenditori locali, i potenziali investitori, gli osservatori istituzionali, gli studenti nonché per quanti guardano con curiosità ed interesse al nostro territorio ed alla sua economia».

21.215 gli stranieri residenti, il 9,4% della popolazione, di questi la maggior parte sono donne, 11.589 per la precisione, e questo è dovuto anche al fatto che sono molte coloro che vengono per lavorare come badanti. Aldilà dei dati demografici, lo studio offre una fotografia che parte nel 2002 e arriva sino al 2012: per quanto riguarda l’economia della nostra provincia fondamentale l’agricoltura che produce 267 milioni di euro contro i 1.840 di tutta la Toscana, costituendo il 5,3% sull’economia provinciale (nel 2010 erano però 279 milioni). 399 milioni il peso dell’industria nel 2012 un calo a picco rispetto a solo due anni prima quando da questo settore venivano ben 551 milioni. Il settore costruzioni è invece passato dai 361 milioni del 2010 ai 319 del 2012. Il settore servizi è invece sceso da 4.156 milioni a 4.038, con una perdita totale, per l’economia della nostra provincia, di oltre 300 milioni di euro in soli due anni.

Nonostante questa la spesa delle famiglie è aumentata, specie nel settore alimentari che è passato da 2.739 milioni nel 201 a 3.107 nel 2012. più stabile l’investimento per vestiario e calzature (da 1.147 a 1.159) e quella per beni vari (da 3.924 a 4.494) mentre per i servizi se nel 2010 spendevano 9.010 milioni nel 2012 sono saliti a 9.482.

«Se tra il 2012 ed il 2013 sembrano esservi segnali “virtuali” di ripresa dell’occupazione (Grosseto ha fatto registrare un +0,8% del numero di occupati, contro segni negativi registrati in Toscana ed in Italia) – fanno sapere dalla Camera di commercio -, volgendo l’attenzione ad un periodo temporale più ampio si rileva che tra il 2008 ed il 2013 i dati mostrano una imponente riduzione del numero di occupati. In tale quinquennio la provincia di Grosseto sembra aver subito una flessione ben maggiore di quella regionale e nazionale, soprattutto nei settori dell’industria e del commercio, alberghi e ristoranti. L’occupazione femminile provinciale permane al di sotto degli standard italiani e toscani. Un altro elemento preoccupante del mercato del lavoro grossetano è dato dal numero di ore autorizzare di cassa Integrazione: tra il 2012 ed il 2013 si è registrato un aumento del 22%, contro il 3,2% della Toscana ed il -1,4% dell’Italia».

«Al 30 giugno 2014 al Registro Imprese risultavano iscritte 28.823 imprese, di cui il 90% attive (in Toscana ed in Italia le imprese registrate e attive sono rispettivamente l’87% e l’86%) – scrive ancora la Cciaa -. Nell’anno 2013 il tasso di mortalità delle imprese è stato superiore al tasso di natalità, fenomeno che si è sviluppato soprattutto nei comuni al di fuori del capoluogo provinciale. In tutti i comuni della provincia, fatta eccezione per Isola del Giglio, il numero di imprese atti- ve, tra il 2012 ed il 2013, non è cresciuto e nella stragrande maggioranza è addirittura diminuito; una contrazione, questa, che risulta particolarmente accentuata nella fascia montana del territorio (Castel del Piano, Santa Fiora, Seggiano e Roccalbegna)».

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