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Pineta del Parco della Maremma, M5S: «No a trasformazione produttiva»

GROSSETO – «La presidente del comitato scientifico dell’Ente Parco della Maremma, Lucia Naviglio, dice di essere meravigliata: mai quanto noi. La nostra critica infatti è all’intero progetto e non alla sola parte che riguarda la Presidente Naviglio. Il progetto della Provincia è di fatto un progetto unitario che interessa cinque diverse aree, alcune a dominanza di pino marittimo, altre di pino domestico, come appunto un Parco Regionale. Dal progetto della Provincia risulta un’unica filosofia di approccio forestale ad alto impatto, propria magari di un arboreto da frutto da spingere in produzione, ma non certo di un bosco naturalizzato. Detto progetto prevede l’abbattimento di tutto il sottobosco, senza alcuna attenzione alla biodiversità e al ciclico rinnovo naturale del pino. La rimessa in chioma dei pini domestici è un’operazione utile in un giardino o lungo un viale, non certo in un bosco di alto livello paesaggistico, e tantomeno in un Parco naturale». Così il Movimento 5 Stelle interviene sulla questione relativa al Parco della Maremma.

«Tutte le affermazioni che abbiamo fatto sono la diretta conseguenza della lettura dei documenti che il Parco ha consegnato, compreso quello con il quale Laura Tonelli, del settore tecnico del Parco, comunica di aver inviato i progetti, ma anche la bozza di parere positivo completa in ogni sua parte, a tutto il comitato scientifico: mail inviata il 15 ottobre, ore 16:45. Come già detto le nostre valutazioni sono ovviamente riferite all’intero progetto e non soltanto a quelle che interessano il Parco della Maremma. Ma c’è di più. Ciò che andiamo dicendo sulla salvaguarda della biodiversità, e quindi delle attuali specifiche caratteristiche ambientali del litorale pinetato, trova riscontro anche all’interno dello stesso comitato scientifico; precisiamo che su alcuni dettagli come ad esempio la manutenzione costante e selettiva del sottobosco e non la sua massiva trinciatura siamo   tutto sommato d’accordo, ma abbiamo chiare idee e valutazioni su quale debba essere la funzione della pineta protetta e non solo – aggiungono i pentastellati -. Evidentemente non siamo i soli ad aver notato che questo progetto, se attuato, trasformerebbe la pineta in un’area di tipo produttivo o di svago, anziché salvaguardare e sicuramente migliorare gli aspetti legati alla conservazione della specie e degli habitat».

«Prendiamo atto che anche la presidente del Comitato scientifico riconosce che il parere favorevole è subordinato alle normative specifiche previste dal piano paesaggistico regionale, che impone delle prescrizioni difficili da attuare su quell’area considerata una invariante strutturale. Siamo meravigliati che un fatto di così importante rilevanza per il progetto non sia stato minimamente preso in considerazione da chi ha preso posizione in questi giorni. Si sarebbe evitato di farselo dire durante la conferenza dei servizi che di fatto, ha decretato l’impossibilità di procedere – concludono dal Movimento 5 Stelle -. Vogliamo inoltre rassicurare anche la presidente del Parco, Lucia Venturi, in merito ai toni utilizzati, che son stati nostro giudizio pacati, e confermiamo che ci rendiamo disponibili per un cordiale e costruttivo incontro».

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