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Eternit a Gavorrano: via alla valutazione di rischio. «Rispettiamo le prescrizioni»

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di Daniele Reali

GAVORRANO – Il caso del locale caldaia delle scuole di Gavorrano continua a preoccupare i genitori dei ragazzi che ogni mattina frequentano elementari e medie del capoluogo. La questione era stata sollevata qualche giorno fa e riguarda il “casottino” che accoglie le caldaie a servizio dell’impianto di riscaldamento delle scuole.

Una struttura che ha alcune parti in eternit, in particolare le due vecchie canne fumarie e le lastre laterali che circondano le pareti del locale. Qualche giorno fa sono inziati i lavori di sostituzione delle caldaie, non più funzionanti, e per questo i genitori, preoccupati di possibili alterazioni delle parti in eternit, hanno segnalato il caso alla Asl.

«In questo momento la situazione è sotto controllo» dice il sindaco Elisabetta Iacomelli, perché come spiega anche il vicesindaco Giulio Querci, che come assessore ai lavori pubblici ha seguito da vicino la vicenda, «gli operai a lavoro non hanno mai toccato l’eternit».

L’intervento, aggiunge Querci, ha interessato soltanto le parti in muratore. Non sono state toccate né le canne fumarie, che non saranno più utilizzate con la nuova caldaia, nè le lastre laterali».

Nei prossimo giorni comunque in via precauzionale la struttura sarà recintata in attesa della valutazione di rischio che l’Asl, dopo la segnalazione dei genitori, ha commissionato al comune. «Abbiamo già dato incarico ad una ditta specializzata di redigere la valutazione» spiega la Iacomelli «seguendo tutte le prescrizioni che la Asl ci ha indicato. Una volta ottenuto i risultati ci atterremo scrupolosamente alle prescrizioni che emergeranno».

I genitori avevano contestato anche il fato che i lavori potevano essere eseguiti prima dell’apertura della scuola. Ma allora, fanno sapere dal comune, «per problemi di bilancio non erano disponibili le risorse necessarie per finanziare l’intervento». «Appena abbiamo avuto i soldi li abbiamo investiti per non rischiare di trascorrere un inverno con l’impianto di riscaldamento non funzionante».

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