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Balneari sul piede di guerra. Raccolta firme in Ascom: «No alle aste per le spiagge»

GROSSETO – Alle prese, in questi giorni, con il rinnovo delle concessioni demaniali fino al 2020, la tanto temuta applicazione della direttiva Bolkestein fa tremare i balneari. Il settore è in fibrillazione, e gli operatori temono che la messa all’asta delle stesse concessioni rischi di vanificare il lavoro di anni e soprattutto mortifichi le aspettative di chi ha investito ingenti risorse per creare e mantenere gli stabilimenti balneari. Ascom Confcommercio Grosseto sta seguendo gli sviluppi della vicenda con molta apprensione e con grande dedizione, ed ha attivato, presso la sede cittadina, la raccolta di firme sul testo della petizione congiunta avviata a livello nazionale per dire “No alle aste”, sul principio fondamentale del legittimo affidamento, su iniziativa di tutte le associazioni di categoria, con l’obiettivo di presentarla al Presidente del Consiglio entro metà dicembre.

Il sindacato balneari di Confcommercio ha inoltre voluto riunire i concessionari della provincia, associati e non, per avere ulteriori informazioni ed aggiornamenti dal presidente regionale nonché vicepresidente nazionale del Sib Graziano Giannessi e dal vicepresidente regionale Sib Carlo Monti in un incontro che si è svolto alle Casette cinquecentesche del Cassero. «Vogliamo proteggere gli interessi di un settore assolutamente vitale per l’intera economia cioè il nostro turismo costiero. Parliamo di oltre 200 imprenditori a livello provinciale – ha commentato la presidente di Confcommercio Carla Palmieri – gente che ha dedicato la sua vita a realizzare ed ammodernare le strutture che costellano le nostre località di mare. Parliamo di attività che creano occupazione ed un indotto importante. Chiediamo per le imprese balneari esistenti la garanzia di continuità, che significa anche mantenere i livelli di qualità di accoglienza sul territorio in questi anni non certo facili per il tessuto economico locale».

Giannessi ha illustrato le novità: «Stiamo aspettando il prossimo incontro con il Governo . La preoccupazione è forte, ma sono anche convinto che la soluzione non possa prescindere da un accordo con noi. Siamo in 30 mila, che significa, qualora si procedesse con le aste, 30 mila ricorsi che andrebbero a bloccare le Procure del nostro Paese». Monti ha invece dato importanti indicazioni ai concessionari a garanzia dei loro diritti, come ad esempio di conservare accuratamente, come documentazione di valore legale, la ricevuta di ritorno della domanda di rinnovo della concessione inviata al Comune ed anche la cedola del versamento della tassa di registro da effettuarsi entro il 31 dicembre 2014

Il presidente provinciale del Sib, Walter Maretti, ha invitato ad una maggiore partecipazione dei concessionari locali alle attività sindacali, puntualizzando che l’argomento è di vitale importanza. «Le nostre aziende hanno perso già il 20 per cento del loro valore commerciale, anche se le concessioni sono rinnovate fino al 2020 – ha sottolineato – E’ una questione di diritti. Siamo chiamati a difendere le nostre aziende, perché ce le vogliono portare via». Il concetto è stato ben ribadito dal direttore di Confcommercio a chiusura dell’incontro. «Serve coesione – ha concluso Paolo Coli – Se non siamo tanti ed uniti, come possiamo farci valere in tavoli nazionali se non addirittura europei? Eppure, ancora oggi, ci sono difficoltà nel mettersi insieme anche a livello comunale. E’ ora di cominciare ad agire e agire uniti, invece di parlare solamente, nell’interesse di tutti».

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