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Mensa solidale: il cibo delle scuole distribuito alle famiglie in difficoltà

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MANCIANO – A Manciano il progetto “Mensa Solidale” è ai nastri di partenza. “Si tratta di un servizio sperimentale nato per rispondere ai bisogni delle persone che vivono una situazione di difficoltà economica.” Cosi esordisce Andrea Teti, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Manciano che continua: “Siamo nel bel mezzo di  una crisi socio-economica senza precedenti, una crisi che ha indebolito la condizione economica di molte famiglie del Comune di Manciano ed ha avuto anche un forte impatto nelle dinamiche socio-relazionali individuali e familiari”.

“Il progetto “Mensa Solidale” – prosegue Teti – si propone così di diventare contesto di educazione, socializzazione e integrazione fra diverse fasce della popolazione, in differenti condizioni socio-economiche e appartenenti a diverse fasce di età. L’intento principale è fornire un pasto pronto a chi non è in grado di prepararlo in modo autonomo o a chi, trovandosi in temporanea difficoltà economica, rischia di non alimentarsi in modo adeguato. L’accesso alla “Mensa Solidale” è stabilito dal servizio socio assistenziale con specifica segnalazione o anche dalle associazioni di volontariato che sono direttamente a conoscenza di situazioni di difficoltà. I pasti saranno recuperati dalla mensa scolastica, accordando così un percorso più “virtuoso” al cibo che non viene consumato”.

“Questo progetto – conclude  l’assessore Teti – è stato elaborato e realizzato grazie al contributo fondamentale della Consulta per il Sociale, l’Avis di Manciano e alla collaborazione con la Cir Food, la società che eroga il servizio mensa nel Comune di Manciano. La Consulta e L’Avis sono due organizzazioni sempre attive e presenti sul nostro territorio”. I rispettivi presidenti, Cinzia Tommasoli per la Consulta per il sociale, e Sirio Sabatini per l’Avis di Manciano presentando il progetto all’amministrazione comunale lo hanno descritto così: “Il servizio sarà garantito dai 20 volontari delle varie associazioni presenti nel comune che hanno dato la loro disponibilità, organizzati ogni volta in squadre di una decina di elementi.  Le vaschette con il cibo saranno prelevate dai volontari delle associazioni proponenti alle ore 13 dei giorni suddetti e subito distribuite agli utenti. I volontari saranno riconoscibili da un cartellino identificativo e useranno auto proprie”.

In chiusura i presidenti ribadiscono i tre aspetti portanti del progetto, interessanti per la loro valenza educativa ed etica: si recupera cibo buono che altrimenti verrebbe gettato nella spazzatura; si stabilisce un contatto con persone, in maggioranza anziane e sole, che altrimenti, a causa di una naturale ritrosia, stenterebbero a chiedere aiuto; si offre alla scuola l’occasione di affrontare in modo “diretto” il tema dello spreco alimentare. “Tra le altre cose – affermano ancora -, i dati sullo spreco di cibo in Italia sono allarmanti e rendono urgente affrontare con i bambini l’argomento della corretta educazione alimentare anche in vista dell’expo Milano 2015 In una prima fase il progetto interesserà solo il centro abitato di Manciano. Dopo un iniziale periodo di verifica, ed anche in considerazione di ulteriori adesioni e richieste, si prevede di allargarlo alle frazioni.”

 

 

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