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La Società speleologica maremmana in Etiopia contro lebbra, malaria e Aids

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GROSSETO – Insegnare come prevenire e perciò evitare malattie, come la malaria, è l’obiettivo di un progetto che sarà svolto in Etiopia da componenti della Società Naturalistica Speleologica Maremmana, progetto che vede come capofila l’amministrazione provinciale di Grosseto, Forum della Cooperazione Internazionale. Il progetto, accolto dalla Regione Toscana, riguarderà lo svolgimento di corsi di formazione per l’apprendimento dei comportamenti igienici basilari per prevenire gran parte delle malattie trasmesse dagli insetti o quelle dovute a scarsa igiene e quelle infettive. «Un paese dove sono comuni malattie come la malaria, la tubercolosi, la scabbia, l’AIDS, l’elefantiasi, la lebbra e tante altre ancora, che ancora si rivolge allo stregone per curarsi con amuleti e erbe magiche, necessita di insegnamenti da parte di personale medico professionale – affermano dalla società speleologica maremmana -. Il progetto prevede proprio la partecipazione di esperti dottori locali che formeranno, tramite un corso, un buon gruppo di volontari i quali andranno nei villaggi a diffondere le informazioni ricevute. Le 400 famiglie beneficiarie riceveranno anche utili medicinali e zanzariere da appendere nelle capanne. Si calcola che solo per il rischio malaria si abbatterà la mortalità del 50 per cento fra i beneficiari».

Durante il periodo che resteranno in Etiopia i componenti della Società Naturalistica Speleologica Maremmana cercheranno di documentare attraverso video e fotografie la preparazione di cibi e bevande tradizionali del sud Etiopia. Non è la prima volta che l’associazione documenta i comportamenti di queste popolazioni e molte delle osservazioni registrate sono confluite nella pubblicazione “Finalmente schiavo. Racconto di un giovane etiope” edito dalla Giunti di Firenze, a firma Carlo Cavanna e Valentina Radi, dove un ragazzo immaginario racconta la sua vita. Il ricavato delle vendita di tale libro, che verrà tradotto anche in inglese, è destinata ad un Centro di Raccolta ragazzi di strada di Soddo, sud Etiopia.

 

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