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Aumentano in Maremma le aziende al femminile

GROSSETO – A Grosseto si registra un lieve aumento delle donne titolari o con cariche all’interno delle imprese artigiane. E’ questo il dato che emerge dall’undicesimo osservatorio di Confartigianato Donne Impresa sull’imprenditoria femminile artigiana, condotto dall’associazione di categoria. Lo studio nazionale dimostra che nella provincia maremmana le donne che ricoprono cariche in imprese artigiane sono 1.652, il 20,9% del totale di coloro che rivestono cariche in aziende di quel settore, dato che pone il Grossetano in quarantesima posizione nella classifica italiana.

E a questo proposito il 2014 ha segnato un aumento dello 0,2% rispetto all’anno precedente, un dato che in questo caso segna la 14esima posizione della provincia tra quelle italiane. Le donne che invece sono titolari di imprese individuali artigiane sono 778 (la provincia è all’83esimo posto nella Penisola e segna un +0,9% rispetto al 2013), il 13,4% (in questo caso all’89esima posizione) rispetto alla totalità delle 5.798 imprese femminili, cioè che operano in tutti i settori. Ecco poi nel dettaglio i dati, settore per settore: nel manifatturiero le titolari di imprese sono 133 (+2,3% rispetto al 2013 e il 17,1% sul totale delle aziende manifatturiere). Nelle costruzioni le titolari sono 34 (-5,6% rispetto al 2013 e solo il 4,4% sul totale delle attività), mentre nei servizi alle imprese il numero ammonta a 85 (+1,2% rispetto al 2013, il 10,9% sul totale provinciale). Per i servizi alle persone le donne a capo delle aziende sono 497 (+0,4% rispetto al 2013 e il 63,9% sull’insieme delle aziende che operano nel settore). Infine, per tutte le altre attività le donne titolari di imprese sono 29 (+11,5%, il 3,7% sul totale).

 

“Le imprenditrici artigiane del nostro territorio – dice Michela Hublitz, presidente di Donne Impresa Grosseto –  hanno realizzato un risultato positivo in controtendenza al totale delle imprese artigiane. L’oculatezza, la determinazione e la capacità delle donne nella conduzione di impresa sono i fattori che portano a questi risultati. Tutto questo nonostante un contesto a dir poco sfavorevole alle imprese femminili anche dal lato sociale. Siamo tra i Paesi europei nei quali le donne sono meno supportate nella conciliazione tra vita e lavoro e la situazione a livello locale conferma questa carenza. Le donne imprenditrici non godono neppure delle tutele giustamente riconosciute alle dipendenti. Le difficoltà non frenano però la promozione del talento delle donne, fattore della loro ineluttabile ascesa ai vertici delle imprese ed elemento essenziale per assicurare lo sviluppo economico sostenibile della nostra provincia”.

 

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