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A Marsiliana il presidio “toglie le tende” ma i cittadini continueranno ad incontrarsi e tenere alta l’attenzione

di Sabino Zuppa

MARSILIANA – Il presidio di Marsiliana chiude momentaneamente i battenti, ma la gente alluvionata delle campagne di Marsiliana ed Albinia non abbasserà la guardia e continuerà ad incontrarsi con cadenza quindicinale per tenere sotto controllo la burocrazia, oltre all’andamento del Fiume. Del resto il presidio di Marsiliana ha già ottenuto diversi risultati, soprattutto le visite di tutte le principali istituzioni interessate alle questioni del rischio idrogeologico, tra cui la visita lampo del presidente della Regione Enrico Rossi che poi, non certo casualmente, ha accelerato l’iter legislativo per arrivare all’escavo del letto del fiume. Un annuncio che fu dato la scorsa settimana proprio in occasione della visita dei tre rappresentanti del presidio, uno per ogni Comune confinante con il fiume Albegna, che continueranno a rappresentare insieme al comitato Vita le istanze delle persone alluvionate.

Come è noto i tre membri sono Dario Santi per per Orbetello, Claudio Fastelli per Magliano e Serena Bulgarini per il Comune di Manciano. Quest’ultima, che vive a Marsiliana accanto all’argine, un po’ più a valle rispetto al ponte maledetto, conferma che l’attenzione non verrà sicuramente meno nei prossimi tempi: «Ci aspetta un inverno di apprensione, ogni qual volta il meteo volgerà al peggio – dice lei – ma per provare a migliorare la nostra situazione dovremo cercare di sorvegliare l’attività burocratica degli uffici degli enti interessati ai progetti per la messa in sicurezza. Del resto siamo consapevoli che i lavori possono essere rallentati delle piogge, ma nelle stanze dei tecnici e politici che si dovranno interessare a bandi e delibere relative non ci piove, e per questo ci aspettiamo impegno e tempi celeri. L’argine remoto e l’escavazione del letto del fiume che non si effettua da decenni saranno fondamentali per le nostre sorti e per questo non smetteremo di reclamare la velocità di questi interventi. E siamo anche consapevoli che ci sono altre zone della Toscana che necessitano dell’attenzione della Regione – conclude la membro della terna del presidio – ma noi abbiamo già subito due alluvioni in due anni e per questo vogliamo smettere di rischiare e di vivere in ansia ogni volta che arriva una perturbazione»

 

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