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«Imu, Tasi e Tari sono illegittime» Bianciardi si rivolge al Ministero e al prefetto

di Sabino Zuppa

CAPALBIO – Autunno caldo dal punto di vista tributario nel Comune di Capalbio. Ma questa volta non per l’esosità delle tasse da pagare ma perché potrebbe essere a rischio la legittimità delle aliquote dei tributi comunali Tasi, Imu e Tari fissate di recente dall’amministrazione Bellumori. Una questione di ritardi segnalata proprio stamani, con una interrogazione, dall’opposizione consiliare di Adesso per Capalbio che ha appunto comunicato al sindaco, al prefetto ed al Ministero dell’Economia e delle Finanze il sospetto che le delibere consiliari con cui sono state approvate le variazione alle aliquote della Iuc potrebbero rivelarsi illegittime per un mancato rispetto della scadenza di adozione.

Una eventualità che, se fosse confermata, sarebbe un vero e proprio pasticcio per l’amministrazione capalbiese, con il rischio che tutto quanto deciso finora in materia di tributi debba essere invalidato, pena la nascita di contenziosi con i contribuenti, soprattutto con quelli che dovrebbero corrispondere importi sostanziosi. «Apprendiamo dal sito del Mef che le deliberazioni dei Comuni aventi ad oggetto le aliquote Imu, Tari e Tasi debbono essere tassativamente adottate entro e non oltre il giorno 30 settembre e ciò in ottemperanza al disposto secondo cui l’Ente può modificare le tariffe e le aliquote relative ai tributi di propria competenza entro quella data – ha spiegato il capogruppo Bianciardi a nome dell’opposizione – una disposizione, peraltro, ricordata in via informale anche dal consigliere Marzia Stefani in un precedente consiglio comunale ma che il sindaco ha inteso ignorare tanto che il Consiglio comunale di Capalbio ha poi provveduto ad assumere le deliberazione sulle aliquote Imu e Tari e addizionale Irpef solo in data 2 ottobre 2014».

«Pertanto, ritenendo le predette deliberazioni illegittime, segnaliamo l’opportunità di procedere a loro revoca al fine di ripristinare la legittimità dell’operato dell’Ente ed evitare eventuali contenziosi con i contribuenti. Peraltro nel corpo stesso delle deliberazioni consiliari si dà atto che la rideterminazione delle aliquote conseguiva alla necessità di reperire risorse per garantire gli equilibri di bilancio che, in assenza del maggior gettito, ne sarebbe risultato compromesso. Per questo, motivo – ha concluso il capo dell’opposizione – ritenendo non applicabili le aliquote delle tariffe determinate nella seduta del 2 ottobre scorso chiediamo quali azioni intende il sindaco intraprendere al fine di ripristinare la legalità e garantire al contempo gli equilibri di bilancio, quali forme di comunicazione ai cittadini contribuenti intende adottare in relazione alle aliquote effettivamente vigenti ed entro quali tempi, e quali comunicazioni intende inviare al Mef ed entro quali tempi».

 

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