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Il centro antiviolenza entra in tribunale: sarà parte civile nel processo per Irina e Mara

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GROSSETO – Irina e Mara, due donne, simbolo loro malgrado della violenza di genere che porta anche alla morte. Irina  Meynster fu strangolata a Grosseto nel 2013, Mara (nome di fantasia) fu colpita con un fendente sempre un anno fa, e riuscì per miracolo a salvarsi. Per entrambe, vittime della violenza dei loro compagni, il centro anti violenza di Grosseto, gestito dall’associazione Olympia De Gouges ha deciso di costituirsi parte civile nei due procedimenti penali che sono iniziati in questi giorni. 

Nelle due udienze preliminari la richiesta dell’associazione è stata ammessa e adesso il centro antiviolenza seguirà da vicino i lavori del processo.

«Abbiamo deciso – spiega la presidente dell’associazione Sabrina Gaglianone  – di costituirci parte civile sia perché il 2013 è stato un anno difficile per la nostra provincia, con 142 accessi e due omicidi, quello di Irina e quello di Francesca Benetti, sia perché durante la fase processuale c’è la necessità anche di dare voce alle donne. Questa, della costituzione come parte civile, è una strada che vale la pena di essere percorsa, così come è accaduto anche per altri centri antiviolenza in altre città italiane».

Due omicidi e un tentato omicidio piè una miriade di altri episodi di violenza e di maltrattamenti. Questo dicono i numeri raccolti dal centro per il 2013, un anno che ha segnato però anche un rafforzamento della presenza dell’associazione. «Siamo riusciti a portare avanti tante iniziative e a strutturarci meglio sul territorio». Ad o ggi il centor conta più di 40 volontarie: un’attività importante a cui si aggiunge anche un nuovo impegno, quello per i procedimenti penali.

Ad assistere l’associazione due avvocati: Paola Pippi e Francesca Fusco. «Abbiamo scelto questi due casi – aggiunge ancora la Gaglianone – perché sono i più emblematici. Non abbiamo potuto invece farlo per il processo legato al caso di Francesca Benetti, i termini tecnici non ce l’hanno consentito».

«La nostra – conclude la presidente – è una finalità politica: vogliamo che l’attenzione su questi reati sia forte così come è forte in questa provincia lo spirito di solidarietà».

I due processi proseguiranno poi a gennaio con la prima udienza per il processo Irina e ad aprile con il procedimento di Mara.

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