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Tirrenica, Sel attacca: «Via la concessione a SAT. Prevalga buon senso»

GROSSETO – «Non bastava la nuova vita del progetto del Ponte sullo Stretto, per il quale il Governo ha previsto un finanziamento di 1,3 miliardi. Non bastava la scoperta che Governo e Rfi avrebbero occultato il reale costo della tratta internazionale Torino-Lione, per la quale sarebbero necessari 7 e non 2,9 miliardi, al punto che persino qualche ultras della TAV ha ipotizzato l’abbandono del progetto. Non bastava tutto questo, né poteva essere risparmiata la nostra regione, dove la mozione del Consiglio regionale sulla Tirrenica ha fatto emergere il caos che regna sul tema». A denunciarlo sono il coordinatore regionale di SEL, Giuseppe Brogi e il coordinatore provinciale grossetano Marco Sabatini.

«Dopo anni di tergiversazioni – proseguono – emerge che SAT non ha i soldi per procedere e batte cassa allo Stato, malgrado imponga pedaggi tra i più alti d’Italia e abbia ricevuto da vari governi diversi trattamenti di favore al vaglio critico dell’Unione europea. Il flop di SAT è evidente ed è necessario revocarle la concessione. A questo punto è venuto il momento di una svolta di puro buon senso. Si prenda atto del fatto che l’autostrada avrebbe una ricaduta molto grave su un ambiente assai delicato e sulla mobilità locale. Si aggiunga, poi, che il traffico previsto e i costi di realizzazione rendono quest’opera diseconomica».

«Se ne traggano – concludono – le ovvie conclusioni: occorre riqualificare e mettere subito in sicurezza il tratto davvero pericoloso e più controverso della variante Aurelia, quello che attraversa Orbetello e la Maremma, una delle zone più martoriate dalle continue alluvioni, per fronteggiare le quali servono interventi urgenti ed energici, ad iniziare dalla messa in sicurezza dell’Albegna. A questo va aggiunta la bretella verso il porto di Piombino, per dare un futuro a porto e reindustrializzazione. In questo modo si può saggiamente chiudere un’annosa querelle ed agire subito, come chiedono sia le popolazioni che gli enti locali interessati».

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