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Le imprese continuano a morire. Ripresa lontana. In Maremma 28.800 aziende – TUTTI I DATI foto

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GROSSETO – La crisi c’è ancora e si vede. La ripresa continua ad essere lontana. A confermarlo sono i dati di “Infocamere” sul numero di imprese presenti in provincia di Grosseto nel terzo trimestre del 2014. Numeri che segnano sì un dato positivo (+ 0,18%) del saldo tra nuove imprese e imprese cessate, ma che risulta uno dei più bassi rispetto alle altre province toscane.

I numeri – Al 30 settembre risultano iscritte al registro delle imprese della Camera di commercio di Grosseto 28.827 imprese (sedi); tenendo conto anche delle unità locali1 l’insieme delle imprese operanti in Maremma, si attesta, al termine del terzo trimestre, a quota 35.706 posizioni (come si vede nella tavola 1).

Il tasso di crescita risulta pari a 0,18%, manifestandosi decisamente contenuto e marcatamente inferiore al valore medio complessivo della regione (0,57%).
Il dato grossetano, pur positivo, non risulta in effetti particolarmente entusiasmante. Infatti nella graduatoria decrescente tra le 10 province toscane, Grosseto con una percentuale di 0,18, si posiziona solo all’ottavo posto, superata nell’ordine da Massa Carrara (0,45%), Firenze (0,40%), Pisa (0,39%), Livorno (0,31%), Pistoia e Prato (ambedue con 0,30%), Arezzo (0,19%). Solo Siena (0,09%) e Lucca (-0,04%) fanno registrare valori ancora minori rispetto a quello maremmano.
“La dinamica imprenditoriale – dice Giovanni Lamioni, presidente della Camera di Commercio di Grosseto – conferma le gravi difficoltà economiche e finanziarie in cui versa il sistema Maremma. Il periodo estivo, con alti e bassi, più bassi che alti per la verità, dovuti anche ad una avversa condizione meteorologica, non ha fornito quella benzina necessaria ad quel rilancio dell’economia che attendiamo tutti con sempre maggiore trepidazione. L’incertezza sulle prospettive a breve e medio termine che aleggia tra gli imprenditori mette a dura prova la voglia ed il coraggio di fare impresa. Pesano, come abbiamo più volte sottolineato negli appuntamenti promossi dal nostro osservatorio, la sovrabbondanza di vincoli burocratici, di tassazione ed anche un livello dei consumi fortemente compresso sul lato della domanda. Pesa inoltre una oggettiva difficoltà di accesso ai finanziamenti che – continua Lamioni – unita ad un diffuso senso di rassegnazione non stimola certamente le giovani generazioni ad intraprendere l’avventura imprenditoriale. Giovani generazioni che in molti casi si sentono costrette, giocoforza, ad indirizzare il loro futuro fuori del territorio nazionale, aggravando ulteriormente, loro malgrado, la condizione del sistema Paese».

I settori dell’economia grossetana – Una considerazione, pur sintetica, è opportuna anche relativamente alla distribuzione delle imprese per settore economico (tav.2 d). Al 30 settembre 2014, fatto pari a 100 il totale del tessuto imprenditoriale maremmano, 32,99 imprese appartengono al settore primario (oltre tre volte il valore medio regionale pari a 10,35; mentre quello italiano risulta 13,61), 5,59 al settore manifatturiero (a fronte del 14,0% in Toscana e del 10,53% in Italia), 12,73 alle costruzioni (15,96% in Toscana, 15,28% in Italia), 20,04 al commercio (25,61% in Toscana, 27,34% in Italia), 9,14 Alberghi e P.E. (8,05% in Toscana, 7,38% in Italia), all’ attività immobiliari 4,40 (6,56% in Toscana, 5,01% in Italia)1. In un anno la composizione percentuale per settore economico, tav 2e, si registra una perdita di peso più o meno contenuta per tutti principali settori, ad eccezione di quello relativo ai servizi di alloggio e ristorazione il quale cresce sia in termini assoluti che relativi, (+ 32 imprese con un aumento di peso nel sistema imprenditoriale maremmano del 0,12%).

Aumentano le società di capitali rispetto alle imprese individuali. Bene invece le imprese “rosa”: su 45 imprese di capitali iscritte nel III trimestre 2014, ben 25 risultano riconducibili alle imprese guidate da donne; in particolare le imprese femminili, giovanili e straniere costituite da luglio a settembre sono nell’ordine pari a 12, 10 e 3.

1Anche i dati relativi alla Toscana ed all’Italia si riferiscono al 30 settembre 2014.

I settori dell’economia grossetana – Una considerazione, pur sintetica, è opportuna anche relativamente alla distribuzione delle imprese per settore economico (tav.2 d). Al 30 settembre 2014, fatto pari a 100 il totale del tessuto imprenditoriale maremmano, 32,99 imprese appartengono al settore primario (oltre tre volte il valore medio regionale pari a 10,35; mentre quello italiano risulta 13,61), 5,59 al settore manifatturiero (a fronte del 14,0% in Toscana e del 10,53% in Italia), 12,73 alle costruzioni (15,96% in Toscana, 15,28% in Italia), 20,04 al commercio (25,61% in Toscana, 27,34% in Italia), 9,14 Alberghi e P.E. (8,05% in Toscana, 7,38% in Italia), all’ attività immobiliari 4,40 (6,56% in Toscana, 5,01% in Italia)1. In un anno la composizione percentuale per settore economico, tav 2e, si registra una perdita di peso più o meno contenuta per tutti principali settori, ad eccezione di quello relativo ai servizi di alloggio e ristorazione il quale cresce sia in termini assoluti che relativi, (+ 32 imprese con un aumento di peso nel sistema imprenditoriale maremmano del 0,12%).

Aumentano le società di capitali rispetto alle imprese individuali. Bene invece le imprese “rosa”: su 45 imprese di capitali iscritte nel III trimestre 2014, ben 25 risultano riconducibili alle imprese guidate da donne; in particolare le imprese femminili, giovanili e straniere costituite da luglio a settembre sono nell’ordine pari a 12, 10 e 3..

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