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Commercio equo e solidale: alla “BottEqua” di Grosseto iniziative e incontri

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GROSSETO – Si svolgerà anche nella nostra BottEqua di Grosseto (in via Ximenes) dal 18 al 31 ottobre, come nelle altre 150 Botteghe socie di Altromercato in tutta Italia, una serie di iniziative per diffondere concretamente la cultura dei prodotti fatti in Italia nel rispetto dei principi del Commercio Equo e Solidale.

Nato nel 2011, il Solidale Italiano Altromercato si pone l’obiettivo di valorizzare i prodotti realizzati in Italia da cooperative, consorzi e organizzazioni di carattere nazionale attivi in aree problematiche del Paese, applicando i princìpi del Commercio Equo e Solidale ai produttori italiani: prezzo equo, cooperazione, sviluppo e inclusione sociale, retribuzione dignitosa, rispetto per l’ambiente.

Sono nate così in pochi anni 9 collaborazioni di Altromercato da Nord a Sud Italia e 36 prodotti alimentari, provenienti in particolare da percorsi di riaffermazione della legalità, di contrasto allo sfruttamento e al caporalato e di inclusione sociale, ma sempre più anche da produttori aderenti ai criteri del Solidale Italiano.

Si tratta di prodotti e produttori selezionati in modo da garantire la provenienza e la produzione secondo metodi e principi della produzione agricola sociale e sostenibile, del coinvolgimento di lavoratori svantaggiati, del recupero di beni confiscati alle mafie, dei territori agricoli marginali soggetti a spopolamento, del rapporto diretto tra chi produce e chi consuma, del prezzo trasparente Grazie alla filiera corta, cioè alla riduzione delle intermediazioni, una equa distribuzione del valore lungo la catena per una corretta equità e sostenibilità economica di tutti gli attori.

Le iniziative in programma – Domani sabato 25 ottobre è in programma un incontro con i produttori. Protagonista dell’iniziativa sarà un rappresentante dei produttori Solidale Italiano, il fondatore della Cooperativa “Pietra di Scarto”, nata nel 2009 ed attiva nella promozione del Commercio Equo e Solidale nel comune di Cerignola (Fg), sui 3 ettari confiscati ad un affiliato di uno dei clan foggiani di riferimento negli anni ’80, la cooperativa produce olive “Bella di Cerignola” e pomodori cercando di mettere in pratica il senso più profondo della legge 109 del 1996, e cioè quello di trasformare i luoghi simbolo del potere mafioso in laboratori di rinascita sociale ed economica, fondando la propria attività su un impegno politico quotidiano utile a promuovere un modello di cambiamento in un territorio strangolato da una sub-cultura mafiosa e da fenomeni odiosi quali il caporalato e lo sfruttamento della manodopera straniera.www.pietradiscarto.it

 

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