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Centrale a biomasse a Roccastrada, Sel: «Non esageriamo con le dimensioni»

di Lorenzo Falconi —

GROSSETO – La realizzazione dell’impianto a biomasse a Roccastrada, per lo sviluppo del bacino del gesso, continua a far discutere. A far sentire la propria voce è Sel che interviene sulla vicenda facendo chiarezza su alcuni punti. «Occorre ragionare sul concreto, con una visione aperta a tutte le valutazioni – spiega il responsabile dell’area di Roccastrada Antonello Chelini -, guardiamo alla possibilità di sviluppo del territorio con la difesa dei posti di lavoro che diviene aspetto fondamentale per la nostra area, al tempo stesso però, diciamo no al business sull’energia». In estrema sintesi, ciò che Sel boccia, e ritiene un punto fondamentale della questione, è legato alle dimensioni. «Salvaguardiamo l’esigenza occupazionale e quella produttiva – specifica Marco Sabatini, il coordinatore provinciale di Sel -, ma non esageriamo con le dimensioni. Nella nostra provincia, a parte quello che è definito come inceneritore di Scarlino, gli impianti non superano il megawatt di produzione, in questo caso se ne prevedono 5, decisamente troppi. La soluzione potrebbe arrivare dall’integrazione dell’impianto a biomasse con altre energie rinnovabili».

Emerge quindi la volontà di intraprendere un percorso condiviso che non sia l’estremizzazione di un “no” a prescindere e su tutto. «Prendiamo la parte buona dei comitati che hanno presentato osservazioni sulla centrale a biomasse – aggiunge Chelini -, facciamo delle valutazioni su quanto esposto. Assicuriamoci che il territorio non venga deturpato, ma al tempo stesso prendiamo atto che occorre mantenere il valore occupazionale. Vogliamo essere chiari, per noi non ci deve essere un no rigido, ma valutare che ci sia compatibilità ambientale e controlli periodici sull’impianto. E che questo ovviamente, rientri, a livello di produzione nei limiti del fabbisogno». Altra questione è quella relativa alla provenienza del materiale da convertire, sulla quale torna con estrema decisione Sabatini: «Da sempre siamo favorevoli alla filiera corta».

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