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Bellumori scrive a Renzi: «Finanze in una morsa, manutenzione non più garantita»

CAPALBIO – Si rivolge direttamente al presidente del Consiglio Matteo Renzi il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori. «Il Comune di Capalbio, che amministro, è molto vasto e deve gestire una rete stradale comunale di oltre 120 chilometri e, per quanto di competenza, una rete di strade vicinali di pari lunghezza con annesse canaline di scolo e numerosi attraversamenti di canali, fossi e fossette fuori dalla gestione dell’Ambito».

«Le finanze dell’ente – prosegue Bellumori – sono strette in una morsa, minori risorse, minori trasferimenti, la diminuzione del fondo di solidarietà e l’aumento della quota di alimentazione al medesimo fondo e per ultimo e non meno importante il rispetto del Patto di Stabilità. L’insieme delle disposizioni legislative vigenti, la carenza di risorse ed il contingentamento di quelle in cassa non consentono di disporre azioni idonee a garantire l’ordinaria manutenzione in un territorio che dimostra come nel recentissimo caso di lunedì 13 ottobre un’estrema fragilità. Parimenti si rileva che la dotazione organica (soli 3 operai) e l’impossibilità di effettuare assunzioni (per i vincoli imposti) non consente di programmare gli interventi necessari a garantire la sicurezza necessaria al reticolo di competenza».

«Al fine di poter programmare ed effettuare gli ordinari interventi di manutenzione del territorio è necessario avere a disposizione risorse, per assunzione di personale addetto ai servizi di manutenzione esterna e sbloccare dal patto di stabilità le spese di investimento riguardanti gli interventi al reticolo idrografico inferiore che cagiona sempre più spesso e con maggiore violenza l’impercorribilità delle strade ed il deteriorarsi del manto stradale medesimo oltreché prevenire i danni a privati anche questi sempre più di maggiore entità – prosegue Bellumori -. Diversamente si procederà in emergenza, il più delle volte riparando i danni subiti dalle infrastrutture a costi maggiori per la Comunità e per le finanze dell’Ente invece che prevenirli o meglio invece di approntare tutte quelle attività di sicurezza e buona gestione del patrimonio pubblico stradale. Troppo spesso ormai – in presenza di danni a strutture, privati ed altro – il dito è puntato sulle cattive condizioni di gestione e manutenzione delle strade e quanto interessa la loro sicurezza dal punto di vista idraulico soprattutto nel corso di eventi meteo di particolare criticità sempre più frequenti».

 

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