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Predatori e greggi. È “tutti contro tutti”. La Coldiretti attacca la Lav, pronta a denunciare Rabazzi di Cia

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GROSSETO – Da una parte le ragioni degli allevatori e dall’altra l’azione degli animalisti. Sul caso degli attacchi alle greggi e sugli episodi che si sono verificati in provincia di Grosseto continua il braccio di ferro tra le associazioni degli agricoltori e la Lav che proprio oggi ha annunciato di aver dato mandato ai legali dell’Associazione di valutare la presentazione urgente di una querela contro il presidente della CIA Grosseto, Enrico Rabazzi per alcune dichiarazioni «in merito alle responsabilità dei cani vaganti negli attacchi alle greggi.

Tra le frasi contestate dall’associazione animalista ci sarebbe anche “La Lav continua a raccontare menzogne. Ciò che la Lav sostiene è falso e tendenzioso”..

Tutto si riferisce ad un comunicato della Lav risalente all’8 ottobre che aveva poi portato ai commenti di Rabazzi. «Si tratta di dati (quelli ai quali si era rifertia la Lav, ndr) la cui veridicità non è in dubbio, a meno che non si vogliano contestare i rilevamenti della Provincia stessa  – afferma la Lav– e che devono far riflettere sul modo in cui approcciamo il problema predazioni, senza negare che in alcuni casi è possibile che gli attacchi vengano da lupi o ibridi, ma focalizzandoci su quello che sta emergendo come il vero fulcro del problema sul quale possiamo concretamente intervenire, ovvero il vagantismo di cani di proprietà, forse in parte riconducibili alle stesse aziende zootecniche».

Ma rispetto al tema dei predatori, dei danni causati alle greggi e agli allevatori, anche un’altra associazione di categoria è intervenuta oggi contro la posizione tenuta dalla Lav. Si tratta della Coldiretti. «Il responsabile provinciale dell’associazione animalista ha infatti – secondo la stessa Coldiretti – ridotto il problema che sta facendo chiudere numerosissime aziende maremmane del comparto e dell’indotto, a semplice questione di vicinato».

«Queste persone – spiega Francesco Viaggi, presidente di Coldiretti – non si rendono minimamente conto di cosa stanno parlando e dei danni che creano. Credono di poter giocare con la dignità delle persone, così, come se fosse un enorme gioco da tavolo. Ma qui in ballo c’è la vita, le aspirazioni, i sogni, i progetti di uomini e donne, dei loro bambini e dei loro ragazzi. Capisco che certe persone possano preferire gli animali agli uomini, d’altronde, nell’era dei social l’altro é divenuto mera astrazione. Ma che poi si permettano anche di prendere in giro chi sta vedendo il mondo crollargli addosso, non lo tolleriamo».

«Qui oramai tutti – conclude Viaggi – possono salire in cattedra e dettare legge. Fare parte, a chissà quale titolo e con quali numeri, di tavoli tecnici e di commissioni, per poi pretendere di insegnarci come vivere. Perché, secondo il loro pensiero unico, noi tutti siamo semplici e inermi attori dei loro personalissimi film che gli passano in testa. La realtà sono le lacrime di Carmelo Masala, allevatore di Manciano, persona di grande dignità. E’ bene non dimenticarselo e mostrare rispetto».

 

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