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Randagismo, i responsabili del tavolo tecnico: «Lav mina un lavoro di anni»

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GROSSETO – «La Lav, decontestualizzando alcune affermazioni, rischia di minare un lavoro importante che da almeno quattro anni viene portato avanti da chi crede, fermamente, in un dialogo costruttivo e responsabile tra Enti, associazioni e cittadini, per trovare soluzioni pacifiche e condivise». A parlare sono i rappresentanti della Provincia di Grosseto all’interno del tavolo tecnico provinciale per la riduzione del randagismo canino, riunitosi lo scorso 25 settembre. «Il tavolo è stato costituito per affrontare il problema del randagismo ed è composto da referenti di Provincia, Asl 9, Legambiente, Enpa, Lav, Wwf, Arci, Arcipet, Comune di Manciano, Unione dei Comuni dell’Amiata grossetano, Confagricoltura, Atc gr06, Atc gr07, Arcicaccia – affermano rispondendo così al comunicato diffuso dalla Lav -. Il tavolo è stato istituito per attuare le attività individuate nel Piano strategico provinciale nell’ambito delle azioni del Progetto Life/Ibriwolf. Questo piano è stato adottato per combattere alcuni dei fenomeni che contribuiscono ad aggravare i problemi che già affliggono il mondo dell’allevamento, ovino in particolare, oltre a creare un pericolo per l’identità genetica del lupo per via del possibile incrocio con i soggetti domestici. La Lav autonomamente ha diffuso un comunicato in cui si fa riferimento ai contenuti del verbale della riunione di insediamento del tavolo tecnico provinciale. Voler dare l’impressione che, dopo anni di lavoro in un contesto non sempre favorevole, la conclusione che il lupo non sia presente, gli ibridi siano innocui e che il problema di tutto siano in verità i cani padronali, rischia di essere una semplificazione che non può essere accettata».

«Gli attacchi alle greggi da parte di canidi è innanzitutto solo uno dei problemi della zootecnia – prosegue la nota -. Tra i canidi in grado di portare attacchi si può ricomprendere il lupo, i cani e gli ibridi cane-lupo. Relativamente al primo, in concreto sono molto poche le attività che possono essere attuate, tenuto conto ovviamente della normativa vigente che include il lupo tra le specie particolarmente protette. Relativamente agli ibridi cane-lupo, con il progetto Ibriwolf abbiamo per la prima volta portato l’attenzione sulla presenza di questa “entità” fin ora non considerata neanche dal punto di vista normativo e abbiamo potuto realizzare per la prima volta in Italia un piano di cattura sperimentale, con i pareri e le autorizzazioni previste, che ha comportato un dispendio finanziario importante (le autorizzazioni erano subordinate alla presenza sul luogo di cattura di un’equipe specializzata). È relativamente alla popolazione di cani vaganti o comunque non custoditi che in concreto si possono mettere in campo azioni utili a limitare il vagare dei cani stessi, gli attacchi alle greggi e le possibilità di incrocio con il lupo incrementando ulteriormente le popolazioni di ibridi. I risultati delle catture con le gabbie hanno evidenziato che in molte situazioni probabilmente l’attacco alle greggi è stato portato da parte di cani padronali, ma è altrettanto vero che in alcune realtà le fototrappole hanno riscontrato la presenza di lupi o ibridi e che gli attacchi non sono cessati».

SCHEDA

Il tavolo tecnico per la riduzione del randagismo canino è stato istituito per attuare le attività individuate nel Piano strategico provinciale nell’ambito delle azioni del Progetto Life/Ibriwolf. Questo piano è stato adottato per combattere alcuni dei fenomeni che contribuiscono ad aggravare i problemi che già affliggono il mondo dell’allevamento, ovino in particolare, oltre a creare un pericolo per l’identità genetica del lupo per via del possibile incrocio con i soggetti domestici. Compito del tavolo tecnico è quello di stimolare buone idee e azioni concrete che vadano nella direzione di ridurre i costi a carico dei contribuenti per il mantenimento dei cani nelle strutture convenzionate con i canili (sul territorio provinciale si spende circa 1,2 milioni di € ogni anno), di contenere le aggressioni nei confronti degli allevatori di ovini nelle zone rurali a rischio (solo nei primi 8 mesi del 2014 sono state segnalate all’Asl 78 predazioni), di tutelare e di elevare il benessere dei cani, anche mediante l’incremento delle adozioni da parte dei cittadini (mediamente sono presenti nei canili circa 700 cani) e di salvaguardare il lupo, la cui identità genetica, con i cani vaganti in libera circolazione, viene messa seriamente a rischio.

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