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Monaci sui tagli dei pini «Non ci sono alternative. Denunceremo chi genera allarme» – VIDEO

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di Barbara Farnetani —

GROSSETO – «Stiamo raccogliendo gli elementi utili per capire se è possibile intentare un’azione giudiziaria contro chi diffama e genera un allarme ingiustificato nella popolazione cercando di impedire un servizio pubblico» È sul piede di guerra l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Grosseto Giuseppe Monaci in merito ai molti attacchi su blog e social network di alcuni cittadini per l’abbattimento dei pini di Principina. «In pochi anni tutte le piante di pino marittimo saranno fatte fuori, a quel punto, se non saremo riusciti a combatterli prima, i parassiti attaccheranno i pini domestici».

Monaci non fa mistero di essere stanco dei continui attacchi subiti in questi mesi «Quello che facciamo lo facciamo con degli esperti, sono loro, dal servizio fitosanitario della Regione, alla forestale alla facoltà di agraria dell’università di Firenze che ci dicono quali alberi tagliare – prosegue Monaci –. la gente vede alberi all’apparenza sani che vengono tagliati, in realtà gli esperti riescono a vedere da alcuni segni alberi ancora verdi in cui il parassita Matsucoccus è già entrato. Quegli alberi sono condannati e vanno abbattuti, è inutile aspettare che secchino e tornarci tra 4-5 mesi o un anno».

Al problema del Matsucoccus, parassita che attacca solo il pino marittimo, si aggiungono molti altri parassiti che prolificano quando le piante sono stressate (dal Matsucoccus appunto, ma anche perché sono sopravvissute ad un incendio e dunque debilitate) e che dopo che avranno sterminato i pini marittimi attaccheranno quelli domestici. «Qui abbiamo professori universitari e agronomi che stanno affrontando il problema e dobbiamo sentire le critiche di presunti esperti che pontificano sui vari blog diffondendo notizie false – continua Monaci -. Anche le istituzione, che sono pazientissime, alla fine si arrabbiano, tanto che stiamo raccogliendo tutto il materiale per portarlo in Procura».

«L’invasione del Matsucoccus è partita dalla Francia, poi negli anni 70 è giunta in Liguria, e ora si è estesa sin da noi. A breve non avremo più pini marittimi, e quel che è peggio è che gli altri parassiti, riprodottisi a dismisura, attaccheranno anche i pini domestici – racconta Monaci -. Blastofago e bostrico infatti proliferano grazie ai tanti alberi debilitati che non possono difendersi, scavando gallerie sotto la corteccia e noi ce ne accorgiamo solo quando gli alberi sono secchi. A questo punto la pianta cade e questo costituisce anche un pericolo per l’incolumità della gente».

Per quanto riguarda i parassiti il professor Riziero Tiberi della facoltà di agraria dell’università di Firenze afferma «Ci accorgiamo raramente della loro presenza perché vivono sotto la corteccia. Riescono a riprodursi solo su piante stressate, che non reagiscono all’attacco. Quelle vigorose riescono ad emettere sostanze che respingono aggressione. Una volta attaccata la pianta nell’arco di un anno è destinata a morire. L’attacco di questi insetti ad esempio in seguito, ad un incendio dura due tre anni e eliminate le piante non bruciate ma danneggiate aiuta a far tornare tutto nella norma. Gli abbattimenti sono l’unica forma efficace di azione, ma bisogna pensare più lontano. Qui si sono avuti prima gli incendi e poi il Matsucoccus: un piatto perfetto per i parassiti che potrebbe portare, tra 4 5 anni, ad una situazione complicata per la sopravvivenza anche del pino domestico dopo che avranno sterminato quelli marittimi».

«Noi – continua Monaci – stiamo intervenendo sui pini di nostra proprietà ma serve una strategia globale, serve che anche i privati facciano la loro parte se vogliamo fermare i parassiti, poi noi ci impegniamo a sostituire le piante abbattute. Tra l’altro lo prevede la legge con il decreto di “lotta obbligatoria” : la pianta attaccata va tagliata. Oltre a questo c’è l’obbligo di impedire che le piante secche o pericolose cadano addosso alle persone».

 

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