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In 3 anni persi, in Maremma, 1.200 posti nel pubblico impiego «Meno dipendenti significa meno servizi»

di Barbara Farnetani —

GROSSETO – Sono 1.200 i posti di lavoro che si sono persi nella pubblica amministrazione negli ultimi tre anni in provincia di Grosseto. Tra pensionamenti, trasferimenti e mancati rinnovi. Cgil Cisl e Uil lanciano l’allarme e mettono in guardia i maremmani «I tagli colpiscono, prima ancora che i dipendenti, i cittadini che si vedono tagliare i servizi».

«L’8 di novembre saremo a Roma per rivendicare rinnovo del contrattoe per parlare della riforma della Pubblica amministrazione – afferma Cinzia Fiacchi della Cgil -. Una riforma è tale se migliora le condizioni dei lavoratori e dei cittadini, e invece ci sembra che l’unico fine sia colpire i dipendenti pubblici. I contratti sono bloccati dal 2009 e questa situazione continuerà per un altro anno. Noi riteniamo che per migliorare la pubblica amministrazione si debbano colpire gli sprechi come gli incarichi ad personam. Nonostante il blocco dei contratti la spesa pubblica è aumentata di 14 miliardi».

«Se si tagliano i dipendenti pubblici si taglia lo stato sociale – afferma Sergio Sacchetti dell Uil funzione pubblica -. Si puniscono i dipendenti, ma anche i cittadini, le scuole, l’assistenza ad anziani e disabili, in un momento in cui il bisogno dei servizi sta aumentando, e in tutto ciò le spese sono aumentate comunque del 50%. Non si diminuiscono gli sprechi ma il personale. E questo senza la staffetta con i giovani che aveva annunciato Renzi».

Massimo Sbrilli della Cisl ricorda come quello che «stiamo preparando l’8 novembre riguarda tutti. I lavoratori non protestano solo per i loro problemi ma per l’intera collettività, perché ai cittadini vengono costantemente proposti meno servizi mentre i costi aumentano. È un problema per l’intera collettività. Tutto è stato fatto in maniera unilaterale, senza un confronto col sindacato eppure sono proprio i lavoratori coloro che sanno meglio di altri quali sono i problemi all’interno dei servizi».

Luciano Biscottini settore sanità della Cisl racconta come in sanità le cose non vadano meglio «In Toscana la spesa per il personale è diminuita di 25 milioni di euro: mancano gli operatori e questo si riverbera sulle liste di attesa. Mi sono trovato davanti a due anziani a cui si dava appuntamento per una prestazione al marzo 2015. Da un po’ di tempo servizi sono appaltati a cooperative sociali o di servizi che li erogano con contratti al di sotto della soglia. Ci sono problemi contrattuali nelle cooperative come anche nelle misericordie: spesso hanno stipendio datati con richieste di ore aggiuntive».

Parlando delle Camere di commercio Salvatore Gallotta della CGIL ha raccontato «A fronte di una risparmio di 50 euro annuale per gli imprenditori abbiamo un taglio di 1 milione e 400 mila euro. Questo si riverbererà sulla promozione sulla partecipazione alle fiere ad esempio il Vinitaly, ma anche il Maremma wine shire. Per l’INAIL di Grosseto c’è un progetto di spostamento sotto a Livorno e questo avrà una ricaduta sui servizi. È già partito l’accorpamento di INPS e INPDAP con la riduzione del 25% di personale che va in pensione e non verrà sostituito. In tre anni si sono persi 700 posti di lavoro tra militari e civili che lavorano con i militari, trasferiti altrove (250 solo da Poggio Ballone), 68 i lavoratori civili del Parco materiale artiglieria, nel 2016 ci sarà poi la chiusura del deposito di carburante di Porto Santo Stefano. Si tratta di stipendi che non saranno più spesi sul territorio. Al momento restano solo 1.400 militari. 500 invece i posti persi nella Pubblica amministrazione, un centinaio dei quali nella sanità».

«In dieci anni a fronte di un aumento delle esigenze in sanità si è scelto di diminuire il personale – continua Francesco Nardini della CGIL -. La regione Toscana ha lanciato un piano di riorganizzazione ma ben poco ne è stato realizzato».

 

 

 

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