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Tutti i nodi della sanità in Maremma. Si muove il Pd: «Interventi subito»

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GROSSETO  – In occasione dell’incontro tra la “conferenza dei sindaci e l’assessore regionale alla sanità Marroni, di domani pomeriggio alle 15 3presso la sala consiliare del comune di Grosseto, il forum provinciale del Partito Democratico sulla sanità e il sociale chiede ai Sindaci di farsi portavoce di proposte e istanze emerse nel nostro territorio, attraverso la discussione e il confronto con i cittadini, gli operatori e gli amministratori.

Ecco alcune delle proposte in dettaglio del Partito democratico.

–  Patti territoriali. Rispetto e monitoraggio del livello di attuazione dei patti territoriali. Risulta infatti che non tutto quello stabilito tra i sindaci e la direzione dell’Asl è stato ad oggi realizzato.

–  Case della salute. Il forum sollecita la necessità di finanziare la nascita delle case della salute, già previste nei Patti territoriali e ancora di fatto inesistenti. Le case della salute rappresentano l’evoluzione attesa nel sistema delle cure primarie, necessarie a ridurre gli accessi ai pronto soccorso, regolare la domanda e migliorare il rapporto tra i medici di medicina generale e i loro assistiti.

–  Focused Hospital. Gli ospedali periferici devono specializzarsi in determinati ambiti clinici. Ad oggi questo tipo di scelta non è ancora stata delineata in modo chiaro e definito determinando, di fatto, le condizioni per una riduzione dei servizi erogati e un  vuoto, da colmare al più presto, nelle scelte della programmazione dell’offerta sanitaria sull’intero territorio provinciale

–        Costo e tempi di attesa delle prestazioni. Il super ticket ha determinato, tra i diversi effetti, quello di orientare una parte della domanda verso strutture private. Il costo complessivo per l’utente di alcune prestazioni è superiore a quello che il privato propone. Questo determina fuga della domanda, inefficienza dei servizi pubblici (dimensionati su un numero elevato di prestazioni), duplicazioni di esami e, evidentemente, la rottura di quell’universalismo che è alla base del nostro sistema sanitario. Allo stesso modo è necessario monitorare e articolare in modo flessibile l’offerta sanitaria per garantire tempi di risposta nei limiti degli standard regionali previsti.

–  Società della salute. Nonostante la nuova legge la questione dell’integrazione socio sanitaria e l’assetto delle società della salute sono ancora in una situazione di forte incertezza. Davvero, troppo anni persi, anche se con buoni risultati, ma si deve, e si può, tornare ad essere quel punto di riferimento sul piano nazionale che le incertezze regionali di questi anni hanno negato.

–  Direzione aziendale. Nei prossimi mesi i cambiamenti normativi, la scadenza naturale degli incarichi e la concomitanza con il rinnovo dell’amministrazione regionale potrebbero determinare situazioni di temporanea interruzione della continuità nel management aziendale. Riteniamo che non dovranno, nel passaggio, adottarsi situazioni di temporanea vigenza con nuovi manager in servizio solo per alcuni mesi o, peggio, a scavalco con altre aziende.

 

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