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Rischio alluvione, i cittadini di Braccagni chiedono interventi concreti

BRACCAGNI – Chiedono un incontro al Consorzio bonifica e al sindaco per parlare della pulizia di fosse e caditoie in vista delle prossime piogge. Sono i cittadini riuniti nel comitato Sos Braccagno net. Dopo l’incontro che ci fu nel gennaio scorso, ricorda Robi Giannini in rappresentanza del comitato, fu detto che «salvo i tempi tecnici per l’insediamento del nuovo presidente del Consorzio Toscana Sud, in “un paio di mesi” ci saremmo rivisti con la cittadinanza per pianificare gli interventi da fare per regimare al meglio lo smaltimento delle acque piovane. Ad oggi, anche cercando di chiamare direttamente gli interessati, non abbiamo avuto riscontro alcuno eppure tutti ricordano che il 5 ottobre 2013 ci fu una prima alluvione seguita venti giorni dopo da una seconda quasi fotocopia della precedente».

«Allora – ricorda ancora Giannini – ci fu un grande interessamento da parte di tutti: si videro amministratori e tecnici ma soltanto dopo la seconda alluvione si cominciarono a pulire alcune fosse e canali di scolo completamente ostruiti dalla vegetazione per assoluta assenza di manutenzione. In particolar modo fu pulito il canale di scolo lungo via Aurelia, uno dei principali (se non l’unico ad oggi) canali che smaltisce l’acqua proveniente dalla “diga” della nuova Aurelia e dal poggio di Montepescali. La relazione che vi abbiamo consegnato a gennaio – continua la nota rivolgendosi al sindaco Emilio Bonifazi e a Fabio Bellacchi del Consorzio bonifica – contiene sia l’indicazione dei flussi delle acque piovane sia alcuni spunti di intervento per diminuire il carico sul sistema fognario che, caditoie piene a parte, comunque non riesce a smaltire le acque piovane per vari motivi che vanno dal dimensionamento ormai superato con l’espansione del paese fino alla non ricezione del fiume Bruna quando c’è vento di mare (siamo quasi a livello del mare). Chiediamo di conoscere la pianificazione degli interventi di manutenzione previsti ad oggi per il sistema idrico di Braccagni perché così, senza interventi, senza manutenzione, senza investimenti per il miglioramento del sistema è chiaro che non potremo accettare scuse su eventuali responsabilità al ripetersi di eventi di ordinaria eccezionalità».

 

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