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Export e turismo agricolo, Rabazzi: «Senza banda larga non c’è futuro»

GROSSETO – «Come pensiamo di poter garantire un futuro al settore primario, all’export e al turismo agricolo se gran parte delle aree rurali non hanno accesso alla banda larga? Pensiamo di poter continuare a chiedere all’imprenditore agricolo di innovarsi, investire, produrre beni di qualità senza garantire le infrastrutture minime? La Cia di Grosseto rivendica e esige pari dignità». Cosi Enrico Rabazzi, vice presidente Cia Toscana- Confederazione Italiana Agricoltori – e Presidente Cia Grosseto in merito alla mancata copertura internet in gran parte delle aree rurali.

«É sorprendente, o meglio, umiliante, come nel nostro territorio, ma il problema potrebbe essere esteso a tutta la Penisola, si chieda al mondo agricolo di essere la vera bandiera del Made in Italy, si solleciti il settore primario a produrre cibo genuino, si pretenda che chi vive in campagna faccia sforzi per tutelare il territorio, senza però fornire le infrastrutture necessarie. Tra le molte promesse, non mantenute, all’agricoltura, oggi, una più delle altre penalizza e mortifica l’imprenditore agricolo: la scarsa e carente copertura della rete internet, un problema che riguarda non solo le zone più interne della Maremma ma anche parte della costa, aree nei dintorni di Grosseto e Massa Marittima. Un vuoto che rallenta le potenzialità di crescita e sviluppo, riduce l’innovazione, amplificando l’isolamento dal resto del mondo. Siamo di fronte a un doppio paradosso – continua il presidente alla Cia – primo perchè oggi lo Stato chiede che gli adempimenti vengano fatti solo tramite la Pec,tanto per fare un esempio, che però non sempre può essere poi consultata; in secondo luogo è impensabile dare futuro a un territorio a forte vocazione agricola senza accorciare le distanze, senza comunicare in tempo reale e senza poter essere presenti nelle vetrine online. Alcune delle aree di pregio della Toscana si trovano proprio a Grosseto ma sono poco conosciute a ancor meno frequentate, e questo perchè mentre il mondo corre sulla banda larga, noi dobbiamo accontentarci dei servizi vetusti offerti dalle tradizionali reti di telecomunicazioni».

«Come Cia Grosseto e Cia Toscana rivendichiamo con forza il diritto di avere le stesse opportunità di chi svolge altre attività e di chi vive in città. Questa è la battaglia che partirà proprio da Grosseto. Forti del fatto che anche gli agricoltori sono chiamati a pagare la Tasi al pari degli altri cittadini, del fatto che questa tassa si riferisce ai servizi erogati e che in campagna questi servizi lasciano a desiderare pretendiamo pari condizioni di lavoro e pari accesso ad internet. Se l’agricoltore deve essere il custode del territorio – conclude Rabazzi – se deve tenere alto il nome del Made in Italy grazie ai prodotti di qualità, se deve contribuire a far vivere aree disagiate, come Cia non vogliamo privilegi o sconti ma pretendiamo rispetto e i necessari servizi per fare reddito, creare lavoro, produrre cibo genuino e continuare a tutelare il nostro patrimonio paesaggistico».

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