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Gessi rossi a Montioni. «Le Bandite intensificheranno i controlli»

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SCARLINO – È dal 1991 che i gessi rossi provenienti dal ciclo di lavorazione del biossido di titanio della Tioxide hanno fatto l’ingresso all’interno della ex cava di Montioni. La Follonica Cave e Miniere, concessionaria dell’intera area iniziò in quegli anni il recupero ambientale di Poggio Bufalaia.

Nel 2002, l’amministrazione comunale di Follonica decise di entrare a far parte delle Bandite di Scarlino e i 3000 ettari di proprietà regionale, fino ad allora in carico alla Comunità Montana delle Colline Metallifere, passarono sotto nuova gestione e con essi i 30 ettari della ex cava, ereditando quindi una situazione in essere da oltre 10 anni.

«Ad oggi – dice l’assessore alle Bandite di Scarlino Luca Niccolini – in virtù di un accordo di programma tra i Comuni, la Regione, Provincia, Arpat, Asl e sindacati, sono circa 2 milioni e mezzo i metri cubi di gessi rossi abbancati all’interno dei vuoti lasciati liberi da anni di estrazione della quarzite. Le operazioni di recupero ambientale sono in stato avanzato a tal punto che le Bandite hanno sollecitato la Tioxide ad iniziare le fasi finali del progetto di recupero attraverso la rinaturalizzazione delle scarpate».

In questo contesto, ove gli attori sono molti e gli interessi in gioco sono alti sia in termini finanziari che ambientali, occorre fare chiarezza sulle competenze e sulle eventuali responsabilità in virtù di alcune problematiche emerse negli ultimi mesi.

«Le cospicue ed imprevedibili piogge primaverili ed estive hanno infatti determinato alcune fuoriuscite di gessi dalla sede di cantiere, immediatamente recuperate e bonificate dall’attuale responsabile del recupero, ossia la Tioxide, adeguatamente sollecitata dalle Bandite di Scarlino” precisa l’Assessore “che, pur non gestendo in maniera diretta le operazioni di ripristino, hanno collaborato sia con Arpat che con il Comune di Follonica». Quest’ultimo rimane comunque soggetto responsabile della tutela ambientale del proprio territorio.

«Tale procedura è stata attivata ogni qualvolta vi sono state situazioni critiche e di pericolo per l’ambiente – conclude il sindaco Marcello Stella – l’attenzione continua ad essere alta e le Bandite intensificheranno i controlli ambientali soprattutto sul perimetro dell’intera ex cava e solleciteranno i dovuti e necessari interventi come fatto precedentemente».

 

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Commenti

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  1. Scritto da Antonino

    I controlli delle Amministrazioni ci sono stati solo quando ci sono state delle denunce da parte degli ambientalisti…… e le conclusioni sono state sempre tendenti a minimizzare gli interventi dei privati esaltando l’attenzione e la puntualità delle Amministrazioni ( Comuni, Asl, Arpat, Provincia )