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Turismo, Lamioni: «No ad una politica centralistica nel turismo: è una strategia sbagliata»

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PRATO: “Sul turismo, in Toscana, c’è ancora molto da fare. Recentemente l’Ebt ha stimato che il 2014 probabilmente terminerà con un calo delle presenze di circa600 mila unità. Significa che c’è bisogno di un cambio di rotta. Personalmente, continuo ad essere convinto che la strategia giusta sia puntare sui brand territoriali, come ha fatto la Maremma”.

Continua a portare avanti le sue idee Giovanni Lamioni, vicepresidente Unioncamere e presidente della Camera di Commercio di Grosseto, e con queste parole è intervenuto durante il convegno “Turismo in Toscana. Le potenzialità di sviluppo dei sistemi locali” che si è tenuto ieri presso la Camera di Commercio di Prato organizzato dall’Associazione Slancio Italiano.

“La qualità emozionale che hanno i singoli territori, i distretti, rappresenta il futuro delle campagne di promozione – ha continuato Lamioni – Non credo nelle logiche accentratrici, nemmeno in questo settore.  Guarda il caso la crisi del turismo in Toscana ha avuto inizio con il 2012, cioé  l’anno successivo alla chiusura delle Apt. Biosgna ragionare in un modo diverso: in un mondo globalizzato come quello di oggi per essere competitivi bisogna puntare sull’autenticità e sulla capacità di generare emozioni nei visitatori. I territori, con il loro patrimonio di storia e tradizioni culturali ed enogastronomiche, potranno essere i veri punti di forza della Toscana e dell’Italia intera”.

Al convegno hanno partecipato Alessandro Tortelli, direttore del Centro Studi Turistici di Firenze, Roberto Bernabò, direttore del Tirreno, e Francesco Capone, ricercatore dell’Università di Firenze. Secondo i dati del Centro Studi di Firenze, illustrati per l’occasione, l’incremento delle presenze dei turisti stranieri, in particolare dai paesi extra-europei, ha reso per fortuna “meno pesante” l’effetto economico della forte contrazione della domanda turistica interna.

Un dato, dunque, che può essere considerato positivo, in un momento certo molto difficile come quello di oggi per la regione.  Secondo gli ultimi sondaggi, si è passati dal 47% di presenze straniere sul totale del 2005 al 54,2% del 2013. In particolare gli aumenti più sensibili sono stati quelli dai paesi BRIC ( Brasile, Russia, India, Cina)  ma anche Paesi  Bassi, Francia, Belgio, Danimarca, Australia, Canada.  Altra nota positiva, è che la spesa dei turisti stranieri in Toscana è stata di circa 3.807 milioni di Euro, in incremento del 5,5% rispetto a quella del 2012.

“Per quanto riguarda un primo bilancio della stagione turistica 2014 – ha spiegato Tortelli – la Toscana ha visto  un buon inizio con le festività pasquali e i ponti di primavera che avevano fatto registrare l’ aumento delle presenze extraeuropee e un rafforzamento del turismo culturale nelle città d’arte. Purtroppo il maltempo estivo ha portato successivamente una forte contrazione della spesa turistica della domanda interna in particolare nei week-end e nel last minute”.

Francesco Capone ha poi messo in luce la competitività dei sistemi turistici locali. “La soddisfazione dei visitatori – ha spiegato – è data dall’esperienza complessiva del luogo che si visita quindi è fondamentale promuovere ogni anello della catena del valore locale creando sinergie che favoriscano l’incontro tra la domanda  e le caratteristiche dell’offerta locale per tipologia di segmenti. Per sviluppare la competitività di un sistema locale sono fondamentali le politiche e le strategie locali, la governance del territorio, che attraverso un’ adeguata pianificazione che abbia un orizzonte di 5-10 anni consenta di sviluppare reti di attori, sistemi, sinergie”.

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