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Edilizia, “Sblocca Italia” in chiaro-scuro. Brizzi: «I buoni propositi non bastano»

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GROSSETO – «I contenuti del provvedimento “Sblocca Italia”, mostrano preoccupanti segnali in chiaro-scuro, ma anche l’inizio di una timida attenzione verso l’edilizia come motore per la ripresa del mercato interno. Vi sono, tuttavia, alcune criticità che limitano la portata del provvedimento, tra queste l’esiguità delle risorse disponibili per il rilancio delle infrastrutture e la tempistica di messa a disposizione delle risorse nazionali che appare eccessivamente lunga, con oltre il 60% previste a partire dal 2018. Il limitato ammontare delle risorse, l’allungamento temporale della loro spendibilità, nonché la scarsa attenzione per le piccole opere diffuse sul territorio che riguardano soprattutto la nostra Provincia, potrebbero non imprimere quell’impatto immediato sul settore delle costruzioni che la situazione economica rende urgente». Questo il commento del presidente di Ance Grosseto Andrea Brizzi, in merito allo “Sblocca Italia”.

«Pertanto non possiamo più attendere i 1000 giorni per far ripartire il mercato interno. Il provvedimento evidenzia inoltre criticità sul fronte delle regole per l’affidamento dei lavori pubblici, che potrebbero condurre anche a contenziosi con le stazioni appaltanti del territorio. Interessante per il mercato della casa e degli affitti è l’introduzione, come proposto dall’Ance, di incentivi fiscali per l’acquisto di abitazioni da locare per otto anni, sulla falsa riga della “Loi Scellier” francese. Una misura che favorirà un primo smobilizzo dell’invenduto delle nostre imprese, oltre ad avviare nuovi cantieri – aggiunge Brizzi -. I risultati raggiunti nel settore privato, con particolare riferimento alla normativa edilizia ed urbanistica, vedono introdotte nel decreto semplificazioni da tempo auspicate anche da ANCE Grosseto. Il Decreto non contiene modifiche importanti sulle misure fiscali tra cui la rottamazione abitativa da tempo auspicata anche nei nostri territori».

«L’Ance Grosseto auspica che questo decreto sia il primo tassello di una politica di sviluppo che riconosca all’edilizia un ruolo propulsivo per la ripresa economica anche per il futuro della nostra Provincia – conclude Brizzi -, ma i buoni propositi non bastano più, ci vogliono risorse realmente spendibili in tempi brevi e regole sempre più chiare».

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