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Podismo: Vagaggini racconta la sua ultima impresa al Tor des Geants

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di Lorenzo Falconi —

GROSSETO – «Ho rimesso le scarpe solo adesso, dopo quattro giorni dalla conclusione della gara». In queste parole è sintetizzata la più grande difficoltà affrontata da Paolo Vagaggini, impegnato nella massacrante Tor des Geants, gara Endurance Trail della Valle d’Aosta, della lunghezza di 330 chilometri. «Le veschiche sotto i piedi non mi hanno dato tregua, soprattutto a due giorni dalla fine della gara me la sono vista brutta – spiega Vagaggini -. perché temevo di non riuscire ad andare avanti e devo ringraziare Max Cianchi che mi ha sorretto in questa difficile impresa. Finché c’era da affrontare la salita non c’erano problemi, ma in discesa soffrivo terribilmente. Un fastidio comune a tutti e infatti in tanti si sono ritirati, solo chi è riuscito a gestire anche questa situazione è arrivato in fondo».

Vagaggini è riuscito a concludere la gara in 148 ore, 37 minuti e 34 secondi, classificandosi al 422° esimo posto davanti ad altri 22 partecipanti. In questa gara non è tanto importante la posizione di arrivo quanto arrivare in massimo 150 ore; i partenti, erano 773 e sono arrivati in 444, questo fa capire bene le difficoltà e allo stesso tempo la forza di tutti coloro che sono arrivati in fondo. Il Tor non è una gara ma è un lungo viaggio tra montagne di una bellezza unica, è un’affascinante sfida alla propria volontà e resistenza. «Non so se ripeterò questa esperienza – precisa Vagaggini -, sono gare che una volta portate a termine le ripeti solo per abbassare il tempo, quindi è probabile che guardi più a sud e, visto che le montagne le ho già affrontate, potrei pensare al deserto».

Vagaggini, geometra e atleta della SBR3, conserva gelosamente la maglia di finisher in questa avventura e ne riceve un’altra da parte dei ragazzi dell’Outdoor Maremma che hanno fornito il materiale tecnico per questa impresa: «In futuro pensiamo di sponsorizzare ancora Paolo Vagaggini – precisano Michele Pieri e Fausto Bologni -, lo seguiremo con i nostri materiali e le nostre attrezzature nelle prossime imprese sportive». Oltre ai complimenti degli sponsor tecnici, del collegio dei geometri e degli sportivi, Vagaggini incassa anche quelli del presidente della SBR3 Marco Baldo: «Per noi è motivo d’orgoglio, tra l’altro Paolo è una colonna portante della nostra società, anche come dirigente. E’ fuori dubbio che la sua impresa faccia bene a tutto il movimento».

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