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Arci Caccia: «L’apertura sarà una festa. Un rito e una tradizione ma le nostre tasse restino sul territorio»

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GROSSETO – Una nuova stagione di caccia è ormai alle porte. L’apertura generale della caccia, dopo la parentesi della pre apertura, «come prevede la legge e nel rispetto delle indicazioni della scienza, è fissata per domenica 21 settembre – ricorda l’Arci Caccia provinciale -. Vagante o da appostamento, con o senza l’ausilio del cane, domenica mattina ci ritroveremo per boschi e campagne, da soli o in compagnia di giovani, donne, anziani, rispettosi delle produzioni agricole e attenti a garantire le massime condizioni di sicurezza. Sarà una festa perché si rinnova un rito che ha segnato la storia, le tradizioni e la cultura dei nostri territori».

«Per il maestro Mario Rigon Stern, come si legge anche nel nostro sito regionale, la caccia è libertà, sole, spazi, tempeste. Per altri è vivere la natura con responsabilità – ricorda l’Arci Caccia -. Oggi la caccia è legata alla conservazione della natura e alla gestione del patrimonio faunistico. Per questi motivi risponde agli interessi generali del Paese, a maggior ragione nella fase della crisi allorché si punta, giustamente, sulla bellezza e sulla qualità dei nostri paesaggi e delle nostre produzioni per far ripartire l’economia rafforzando il marchio del “Made in Maremma” apprezzato in tutto il mondo».

«Domenica mattina la caccia sarà di qualità, eticamente sostenibile, se concreto e coerente sarà stato il lavoro dei comitati di gestione degli Atc, composto da rappresentanti degli agricoltori, dei cacciatori, degli ambientalisti e degli enti locali – si legge ancora nella nota di Arci Caccia -. Se bene e con criterio, in autonomia e lontano dai conflitti di interesse, saranno stati spesi gli euro che annualmente i cacciatori versano nelle casse dello Stato, della Regione e dell’Atc. Lo diciamo con franchezza: si deve fare di più e meglio. Dalle tasse che i cacciatori versano allo stato, al momento, non rientra nulla nei territori di provenienza, queste risorse devono essere conferite alle regioni e conseguentemente agli A.T.C. Non sono accuse generiche quelle che lanciamo e tantomeno generalizzate».

«Non ci interessano le polemiche ma i fatti e per quanto ci riguarda riteniamo necessario che alcuni A.T.C., avviino una fase di riflessione per calibrare meglio la propria azione e per raggiungere obiettivi più pregnanti. Noi ci adopereremo in tal senso. Al contempo ci aspettiamo dalle istituzioni e dalla politica regole più chiare e più certe sulla governance dei temi “faunistici/ambientali/venatori” dopo l’abrogazione delle Province quali enti di primo livello. Occorre fare in fretta per non buttare all’aria le esperienze acquisite e continuare nell’attività gestionale. I cacciatori vivranno con serenità la giornata di domenica. Le polemiche strumentali di questi giorni, vedi il presunto incidente nel giorno di pre apertura, non scalfiranno la loro integrità morale. Sono persone genuine, perbene. Se non fosse così non potrebbero avere il porto di fucile. Il loro legittimo diritto, domenica mattina, lo eserciteranno avendo grande rispetto per gli altri. A loro – conclude Arci Caccia – sentiamo di rivolgere un caloroso “in bocca al lupo”».

 

 

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