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Sarà la Caritas a gestire la ex Casa dello studente alla Cittadella: firmata oggi la convenzione foto

di Barbara Farnetani

GROSSETO – Sarà la Caritas a gestire la ex Casa dello Studente, struttura da tempo in disuso, a Grosseto, all’interno della Cittadella dello studente. La Provincia aveva avviato un iter per individuare, con un bando, un possibile gestore per lo stabile, ormai fatiscente, a presentare un progettop è stata la Diocesi, che se la è aggiudicata sino al 2027.

«Negli anni – afferma il presidente della Provincia Leonardo Marras – si era pensato di trasferirci la Polizia provinciale, ma le risorse necessarie per rimetterla in sesto erano comunque troppe, visti anche i molti atti di vandalismo che l’hanno interessata. I soldi, sempre troppo pochi, servono per le strade e per le scuole. Per quanto riguarda i privati il ritorno economico non sarebbe stato sufficiente ad ammortizzare le spese. Per questo abbiamo pensato ad un impiego sociale, ed anche educativo. Si tratta di un progetto importante che ha richiesto anche uno sforzo progettuale».

«La Provincia, che è entrata in possesso dell’immobile nel 2007 attraverso una convenzione con il Comune, si è posta l’obiettivo di restituire questo bene ai cittadini – prosegue Marras -. A marzo, abbiamo pubblicato un avviso per raccogliere le manifestazioni di interesse, ci siamo rivolti a enti, fondazioni e associazioni no profit chiedendo di ideare progetti destinati al recupero e all’utilizzo dell’immobile. Si sono presentati 5 soggetti: la Diocesi di Grosseto, la Pubblica Assistenza di Grosseto, il Comitato Provinciale di Grosseto Alleanza Sportiva Italiana, il Corpo Boschivo Ittico Ambientale e Raccontiincontri. A tutti abbiamo inviato una lettera in cui si chiedevano requisiti più specifici. La Diocesi di Grosseto ci ha proposto un progetto molto strutturato e di grandissimo valore, che ha superato appieno la valutazione della commissione amministrativa, che si occupava di analizzare l’ipotesi di gestione, così come la valutazione della commissione tecnica sullo studio di fattibilità relativo ai lavori da realizzare sull’immobile».

«Questo progetto – gli fa eco il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi -, ci dà la possibilità di avere sul territorio un sistema dove la Caritas gestirà i servizi coem ad esempio il centro d’ascolto, ma che non rinuncerà ad una dimensione educativa e formativa. Vista anche la vocazione della zona. C’è stato un accordo di programma anche con la Regione. Abbiamo scelto in città di non fare un unico grande dormitorio, che avrebbe potuto dare problemi di ordine pubblico, ma una serie di punti di accoglienza diffusi: in via De Amicis c’è quello gestitot dal Comune, poi un altro è sopra la Coop di via Inghilterra, in via Emilia la struttura della Caritas. Le Querce di Mamre, o all’Addolorata la Casa della carità. Per questo progetto dovremo fare un piano finanziario

Dovremo fare piano economico finanziario. Le istituzioni di supporto alla realizzazione. La città avrà un punto qualificato per l’accoglienza il tessuto cittadinoto e atlanti a attira persone anche senza fissa dimora che spesso non è ampliamento servizi mensa centro di ascolaccettano di essere presi in carico dai servizi sociali».

«Questa ristrutturazione – ha precisato il vescovo della Diocesi di Grosseto Rodolfo Cetoloni – servirà per ampliare i servizi legati al sociale, un fine educativo che uno dei primi input della Caritas, una mensa, ma anche ospitalità nel caso ci sia una famiglia che si ritrova senza un tetto sotto cui dormire. Poter disporre di spazi ampi e adeguati è essenziale per garantire un pieno sviluppo della Caritas, che nell’ottica della Chiesa non è solo l’organismo dispensatore di servizi, ma è prima di tutto un modo di essere dei cristiani, capaci di vivere la prossimità con chi soffre o è ai margini. Ecco perché abbiamo bisogno di una struttura confacente non solo ai servizi di prossimità nei riguardi dei poveri, dei migranti, delle famiglie in stato di disagio, dei senza dimora, ma anche di spazi in cui possa esercitarsi compiutamente un’attività di continua formazione dei cristiani al servizio della carità operosa, che è, sì, moto del cuore, ma che oggi più che mai necessita anche di una preparazione sempre più adeguata e appropriata. Siamo certi che la casa dello studente possa assolvere compiutamente a tutti questi scopi».

 

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