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Informazione online in crescita, anche IlGiunco.net presente all’incontro di Pontedera foto

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PONTEDERA (PI) – Informazione online, tema caldo legato ad un settore in crescita che chiede regole e tutele. Oggi le testate toscane nel web hanno deciso di riunirsi nell’auditorium del Museo Piaggio chiamando al confronto Ordine dei giornalisti, Associazione Stampa Toscana, Associazione Nazionale Stampa Online e la Regione, che la prossima settimana emanerà dei bandi a sostegno delle imprese di informazione toscane.

All’incontro ha partecipato anche Daniele Reali, direttore de IlGiunco.net, da tempo una delle testate digitali di riferimento in provincia di Grosseto e in Toscana.

La giornata di incontro e confronto è stata promossa da alcune testate toscane, tra cui Nove da Firenze, e ha visto la presenza anche di Saverio Zeni, coordinatore regionale di Anso, l’associazione cha rappresenta i quotidiani digitali a livello nazionale e che da 11 anni segue tutti gli aspetti del settore dell’editoria digitale con più di 80 editori associati.

I bandi regionali riguardano la stabilizzazione di personale precario, per cui crescono gli incentivi; 8mila euro per ogni posto di lavoro stabilizzato e trasformato in tempo indeterminato (importante è che l’azienda, negli ultimi due anni, non abbia ridotto il personale di oltre il 30 per cento), confermando risorse per 1 milione e 200 mila euro. I finanziamenti riguardano progetti rivolti a piccole, medie e micro imprese: emittenti televisive digitali terrestri, quotidiani e periodici online, radio web, web tv, agenzie di stampa quotidiana via web.

Stava già tutto dentro la legge a sostegno dell’informazione approvata l’anno scorso dal Consiglio regionale toscano, la 34 del 2013, di cui l’assessore regionale allla presidenza Vittorio Bugli, andato a Pontedera a confrontarsi con le testate, fu il primo firmatario quale capogruppo del PD in Consiglio. La giunta ha però adesso modificato parte dei criteri e delle modalità per l’accesso, oltre ad alzare del 10 per cento la quota di finanziamento (ora il 70 per cento) e stanziare un milione di euro, che si aggiunge ai 700mila già disponibili dallo scorso luglio.

“Abbiamo deciso di puntare sulla qualità come criterio di giudizio, attenti soprattutto alla presenza di personale stabile e qualificato – ha affermato Bugli parlando ad una platea di operatori interessati e attenti -. Vogliamo prima stabilizzare, poi vedere insieme se si potrà allargare l’occupazione. E poi con un altro bando cercare di allargare la capacità di formazione nelle aziende. L’essenziale è che riusciamo a trovare un tavolo di confronto permanente cui invito fin da ora a partecipare. Abbiamo proposte e disponibilità di servizi da offrire: dagli Open data che possono essere fonte di informazione importante, a sistemi di cloud per garantire l’archiviazione sicura e a costo zero per le imprese”. Per l’immediato, l’assessore Bugli ha invitato le testate online ad essere presenti nello stand della Regione con un loro settore di rappresentanza a ottobre, al prossimo Internet festival di Pisa.

I progetti finanziabili dalla legge 34, ha precisato Bugli, sono quelli che avranno il maggior rilievo informativo per le comunità di riferimento: dal giornalismo di inchiesta alle comunicazioni della protezione civile, dal giornalismo di informazione a canali tematici e iniziative culturali multimediale fino a progetti capaci di incentivare il diritto-dovere della comunicazione trasparente da parte delle pubblica amministrazione. Nella graduatoria dei progetti sarà premiato chi assume nuovo personale, chi stabilizza, applica per i collaboratori almeno i minimi previsti dalle tabelle dell’equo compenso o fa rete. Se ai giornalisti viene applicato il contratto giornalistico il punteggio raddoppia.

Le spese finanziabili riguardano sia gli investimenti in strumenti e tecnologia, sia quelle per il personale e di gestione. Il sostegno si concretizza in un aiuto sull’acquisto dei beni ammortizzabili e sulle spese correnti di esercizio, pari al 70 per cento: era il 60 prima dell’ultima modifica della giunta. Investimenti e spese dovranno essere pari almeno a 50 mila euro e non superiori a 250 mila. Le spese finanziabili riguardano sia gli investimenti in strumenti e tecnologia, sia quelle per il personale e di gestione. Il sostegno si concretizza in un aiuto sull’acquisto dei beni ammortizzabili e sulle spese correnti di esercizio, pari al 70 per cento: era il 60 prima dell’ultima modifica della giunta. Investimenti e spese dovranno essere pari almeno a 50 mila euro e non superiori a 250 mila.

 

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