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Il patrimonio architettonico di Santa Fiora valorizzato grazie ad un accordo con l’università di Firenze

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Il patrimonio architettonico di Santa Fiora valorizzato grazie ad un accordo con l’università di Firenze
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SANTA FIORA – Un occhio attento e autorevole seguirà Santa Fiora nei prossimi 5 anni. L’Università di Firenze interverrà come partner del Municipio nei progetti di riqualificazione e promozione del patrimonio artistico e architettonico del territorio, a partire dall’intervento di restauro di Palazzo Sforza Cesarini, nella piazza principale del Paese.

E’ quanto prevede un importante accordo quadro, approvato dalla giunta Balocchi, che sta per essere firmato con l’ateneo fiorentino, e che rappresenta un’esperienza pilota in Toscana.

“E’ un’enorme opportunità – spiega il sindaco Federico Balocchi – siamo orgogliosi di avere al nostro fianco l’università di Firenze. Puntare sulle bellezze storiche e sui beni culturali di Santa Fiora è strategico per rilanciare il comune, farlo con la prestigiosa collaborazione dell’università significa garantire un altissimo livello. Grazie a questo accordo, che ha una durata di 5 anni, collaboreranno con noi i docenti universitari del Sagas, dipartimento di storia, archeologia, geografia, arte e spettacolo. Con il loro supporto tecnico specialistico ci affiancheranno nel recupero e nella valorizzazione dei beni artistici e architettonici, ma anche nella promozione del territorio e nella partecipazione ai bandi europei per la ricerca, la cooperazione e lo sviluppo economico. Sono certo che, data la qualità assicurata da questa partnership, i progetti avranno ottime probabilità di finanziamento.”

“Un primo banco di prova della collaborazione – continua Balocchi – è il progetto per il restauro dell’edificio dell’ex municipio, il Palazzo Sforza Cesarini, dove verrà realizzato un museo. Intendiamo, inoltre, proseguire con le ricerche e gli scavi a Santa Fiora, in particolare nella Chiesa di S. Agostino, in modo da scoprire ulteriori patrimoni di archeologia medievale”. L’accordo prevede anche la progettazione di un master plan turistico, in cui verrà studiata un’ipotesi complessiva di programmazione, individuando le risorse, gli obiettivi e le possibili fonti di finanziamento delle azioni da mettere in campo. Infine, l’impegno comune a migliorare la visibilità di Santa Fiora nel panorama nazionale e internazionale, rafforzandone l’immagine culturale.

“Dal 1997 – spiega Michele Nucciotti direttore scientifico dei progetti di archeologia medievale amiatini dell’ateneo fiorentino – la cattedra di archeologia medievale e il dipartimento Sagas dell’università di Firenze hanno promosso una serie di ricerche scientifiche sul comune di Santa Fiora. Oggi disponiamo di un’ingente documentazione, che l’accordo quadro vuole far fruttare garantendo a Santa Fiora la possibilità di diventare un centro di rilevanza nazionale, nell’elaborazione di strategie innovative nel settore della ricerca, fruizione, e comunicazione dei beni culturali. Quello con Santa Fiora è il primo accordo quadro tra il dipartimento Sagas e un Ente locale. E’ un accordo pilota, che fungerà da guida per le successive esperienze di cooperazione tra università e amministrazioni. La ricchezza del patrimonio storico-artistico di Santa Fiora consentirà l’elaborazione di strategie mirate, che non si esauriscono in una maggiore e migliore fruibilità del bene, ma intendono concorrere ad incrementare lo sviluppo socio-economico dell’intero territorio. Certificando i risultati raggiunti al termine dei 5 anni”.

 

Barbara Farnetani
12 Settembre 2014 alle 11:31
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