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«L’Inps non mi paga la malattia ma mi impedisce di lavorare» la disperazione di una maremmana

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CAMPAGNATICO – Quella che vi raccontiamo oggi è la storia di una lettrice che ci ha scritto per far conoscere quello che sta vivendo. Con lei vogliamo inaugurare una nuova rubrica, che dà voce ai lettori. “La posta dei lettori” così si intitola la rubrica, un luogo in cui noi ci limitiamo a pubblicare le storie dei maremmani che ci scrivono per far sapere una disavventura o qualcosa che vi sta particolarmente a cuore, un momento triste o felice della vostra vita. Questa settimana chi ci scrive è Simona da Campagnatico

«Vi scrivo perché volevo far sapere a più persone possibili ciò che mi è successo e far si che almeno ad altri non capiti la stessa cosa e possano tutelarsi meglio di me… Ho 42 anni e lavoro part time, tengo la contabilità in una piccola azienda. Questa estate sono andata in ferie ad agosto e isono andata a dare una mano ad una mia amica che doveva fare il trasloco da Roma a Grosseto. Mentre camminavo sul marciapiede ho preso una buca (cedimento dell’asfalto) e sono caduta fratturandomi il malleolo. Tornata a Grosseto vado al pronto soccorso e mi mettono il gesso. Come da prassi il pronto soccorso invia il tutto all’Inps perché sono entrata in malattia e ho avvisato il mio datore di lavoro per la sospensione delle ferie e l’inizio della malattia.

Parlando con il mio datore di lavoro ho scoperto che l’Inps, per gli impiegati come me, del settore edile industria, non è tenuta a pagarmi la malattia e mi deve pagare totalmente il titolare anche se non posso andare a lavoro… Praticamente io devo stare a casa perché sono soggetta a controlli anche se i controlli non li manda il mio datore di lavoro ma l’Inps… che però non paga… devo sperare solo che il mio datore di lavoro non mi licenzi, visto che in malattia gli costo il doppio: non posso lavorare e deve comunque pagarmi.

Al danno però si è unita la beffa, quattro anni fa feci un’assicurazione sugli infortuni per far contento mio fratello che, non trovando lavoro, vendeva polizze per un’assicurazione. Lo feci per far guadagnare qualche soldo a mio fratello che ovviamente era in buona fede: oggi ho scoperto che sono polizze che vincolano per 10 anni… il problema è che la rata scadeva a giugno, ma io l’ho pagata ad agosto (quando ho preso la quattordicesima). Avendo pagato in ritardo mi hanno detto che non possono risarcirmi, ma non posso neppure disdire, perché sono vincolata a pagare per dieci anni o rischio un pignoramento. In conclusione, io devo pagare comunque, ma loro non sono tenuti a risarcirmi».

 

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