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Solmine, Barocci «La legge assegna a Provincia e Regione il controllo sui rifiuti»

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GROSSETO – «Secondo i nostri rappresentanti istituzionali i controlli sulle ceneri di pirite della Nuova Solmine spetterebbero solo al Ministero dell’Ambiente e a lui dovremmo rivolgerci. A leggere le critiche che ci muovono oggi Bramerini e Marras, che già ci avevano detto che solleviamo solo dei polveroni mediatici (peraltro dimostrando scarsissimo rispetto verso i giornalisti) e che facciamo solo dell’allarmismo, sembrerebbe che non conoscano la legge». A rispondere oggi a Leonardo Marras e Annarita Bramerini sul caso Nuova Solmine è oggi, per il Forum ambientalista, Roberto Barocci.

«È arcinoto – prosegue Barocci – che le leggi assegnano alla Regione e alla Provincia sia la programmazione che il controllo sullo smaltimento dei rifiuti e, in particolare, nel caso delle ceneri di pirite, che hanno imposto le bonifiche dei luoghi dove sono state stoccate, anche la programmazione e il controllo sulle bonifiche ambientali. Quanto Provincia di Grosseto e Regione Toscana siano state rispettose delle leggi in materia, basterebbe riportare ciò che ha scritto nel 2009 il GIP del Tribunale di Grosseto, dott. Armando Mammone, proprio a proposito dei controlli sulle ceneri di pirite: “Un caso quale quello in esame sarebbe stato un ottimo banco di prova e di applicazione della responsabilità degli Enti, poiché è indubbio che la gestione dei rifiuti secondo criteri che hanno portato all’inquinamento del suolo e delle falde sia stata operata in vista dell’interesse aziendale”».

«Vero è che i procedimenti penali avviati nel decennio scorso a Grosseto si sono conclusi con la prescrizione dei reati ipotizzati – precisa Barocci -, ma i dirigenti del PD non possono pretendere due pesi e due misure: quando i reati sono andati in prescrizione per Berlusconi hanno ampiamente discusso intorno ai vari capi d’accusa, mentre quando i reati sono andati in prescrizione per i loro amministratori, vorrebbero imporre il silenzio stampa. Ricordiamo a Bramerini e a Marras che non c’è assoluto bisogno di chiedere al Ministro quale sia la natura giuridica delle ceneri di pirite, avvalorando le tesi di comodo della presunta incertezza normativa sollevata oggi dalla Nuova Solmine, perché hanno già decine di studi analitici commissionati da loro stessi e, se non bastassero, c’è una Sentenza della Suprema Corte Costituzionale: la n°28 del 2010. Chi altro deve esprimersi in Italia? Circa poi l’efficacia, vantata da Bramerini e Marras, dell’intervento degli Enti locali nella messa in sicurezza e bonifica del panettone di ceneri a Scarlino, basta leggere il dato analitico della falda idrica che transita a valle del panettone, pubblicato recentemente da ARPAT, dopo 5 anni dalla fine dei lavori di messa in sicurezza: l’arsenico disciolto in acqua è in media 144 volte oltre i limiti di legge».

 

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