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Il fotografo Eolo Perfido si racconta a ImagO. Prosegue il viaggio nel mondo dell’immagine

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ORBETELLO – Il ritratto d’autore nella Polveriera Guzman di Orbetllo. Ad ImagO infatti, durante la terza serata della manifestazione fotografica, il racconto del lavoro del ritrattista di fama internazionale Eolo Perfido.

Il fotografo, anche presidente di giuria del concorso fotografo legato ad ImagO, ha raccontato, davanti ad un pubblico attento ed affascinato dalle immagini proiettate, la sua esperienza di professionista, la vita del suo studio fotografico e la nascita dei suoi prodotti.

Perfido, noto per ritratti a volti celebri ma anche per campagne pubblicitarie di marchi famosissimi, ha diviso il suo intervento in capitoli: dall’advertising alle foto di strada, dalla sua passione per i clown, ai visi in studio.

Ha raccontato come, secondo lui, il ritratto non sia mai del tutto “vero” perché è la resa bidimensionale dell’ anima di una persona e che il suo lavoro sta nel rendere quanto più verosimile possibile quello che legge nei volti nei suoi soggetti.

Il suo staff lo supporta e aiuta perché “si cresce condividendo”, ha detto Perfido e a tal proposito ha raccontato anche la sua esperienza, in gioventù, come assistente di Steve McCurry.

Davanti agli occhi del pubblico, tra cui Biba Giachetti – allestitrice di mostre italiane di McCurry e Erwitt e autrice di libri su di loro – ed il sindaco di Orbetello, Monifa Paffetti, sono scorse foto, video e racconti in immagini del lavoro di un fotografo professionista che ImagO è orgoglioso di aver portato sul territorio.

“Investire nelle iniziative culturali che valorizzano il territorio per crescere” ha detto Paffetti in chiusura. E questo è l’intento del festival fotografico, presente sulle mura di Levante fino al 7 settembre.

“Quello di ImagO è un viaggio nell’immagine attraverso le sue diverse forme – ha spiegato Vanessa Quinto, conduttrice della serata – un viaggio possibile grazie agli ospiti intervenuti, all’impegno organizzativo del circolo OCA e a tutti coloro che credono che l’arte non sia solo da ammirare ma sia qualcosa da vivere e diffondere”.

 

 

 

 

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