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Adottare e coltivare una vite? Grazie a Maremmavignamia adesso si può

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A seguito del fenomeno della digitalizzazione di massa degli ultimi anni, moltissimi sono le startup e gli e-commerce che hanno cercato di innovare o addirittura reinventare l’esperienza d’acquisto. Molti nuovi business hanno implementato servizi come la personalizzazione del prodotto e altri accessori, impensabile anche solo fino a pochi anni fa. Tra gli store on-line più e innovativi di ultima apertura, non si può non citare il sito di Tirendo, portale tedesco per la vendita di pneumatici. L’ecommerce permette ai clienti di personalizzare i servizi in tutti i loro dettagli, come la spedizione del treno di gomme scelto direttamente a uno dei garage partner – perfetto se si vuole richiedere il servizio di montaggio. Altro esempio di start up di successo è rappresentato da Boomf, una società inglese che permette ai suoi utenti di creare e personalizzare i marshmallow acquistati con i propri scatti di Instangram.

Il fenomeno della cosiddetta mass customization sta cominciando a interessare anche la nostra penisola e un esempio viene proprio dalla maremma. L’idea è tanto semplice, quanto geniale. Maremmavignamia non si limita a vendere bottiglie di vino online, ma permette di adottare una vite e seguire tutto il processo della crescita fino all’imbottigliamento.

 

“Mi sono chiesto perché non facciamo in modo che la gente partecipi a tutto il processo della crescita dell’uva adottandosi una vite, vedendola crescere e partecipando alla vendemmia e poi imbottigliarlo a proprio nome?”

 

Con queste parole Filippo Rossi, il fondatore di Maremmavignamia, descrive l’idea di fondo della sua startup. Nel Gennaio del 2012 Filippo Rossi, insieme a suo fratello Iacopo, prese in affitto un vitigno in maremma, e ben presto si imbattè nei classici problemi che sempre ci si trova ad affrontare quando si vuole aprire un’attività tradizionale in Italia, e in particolar modo nel settore della viticoltura. Una concorrenza aggueritissima basata più sul prestigio del marchio che sulla qualità del prodotto e l’innovazione, una logica 0.0, per usare le parole di Rossi. A questo si aggiungono anche i problemi economici legati alla crisi, come costi di gestione sempre più alti che si scontrano con un mercato sempre meno profittevole. L’idea è stata quindi quella di aggiungere alla semplice vendita di un prodotto, una componente per così dire emozionale per l’utente, tramite un’esperienza interattiva, che motivi l’acquirente:

 

“Abbiamo deciso di essere creatori di un’esperienza, oltre che di un prodotto e una delle esperienze più belle, per gli amanti del vino, è proprio quella di essere loro stessi dei produttori”

 

Si potrà innazitutto scegliere quante viti adottare a seconda della quantità di bottiglie che si desidera produrre. È poi possibile selezionare il tipo di esperienza, scegliendo una tra le attività tipiche del processo della viticoltura, come la potatura o la vendemmia. Infine si potrá personalizzare l’aspetto estetico, quindi il design della bottiglia, il tipo di tappo, la capsula, il pendaglio e, naturalmente, l’etichetta.

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