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Solmine, Cisl risponde a Rifondazione e Lavoro ambiente salute vuole sanzioni esemplari

SCARLINO – «La diatriba sulla Solmine sta diventando molto politica e poco sociale» così la segreteria provinciale e le Rsu Femca Cisl della Nuova Solmine rispondono a rifondazione comunista che aveva sottolineato le responsabilità dei sindacati nella vicenda. «Sarebbe quantomeno “corretto” interpellare i rappresentanti dei lavoratori prima di attaccarli in modo da capire cosa è e cosa non è stato fatto. Il lavoro delle Rsu interne ha portato questa azienda (come le altre del polo chimico) ad avere infortuni zero. Tutte le modifiche impiantistiche sono state discusse approfondite tra sindacato e azienda. Anche in questa fase alla luce dei delle notizie che ci arrivano (da parte degli organi competenti) è in corso uno stretto confronto con la D.A. Da che esiste un sindacato moderno il primo obbiettivo è la salute dei lavoratori che ogni giorno vivono e respirano in fabbrica otto ore per guadagnarsi il proprio salario. Noi della Femca Cisl non siamo abituati a risolvere i problemi dei nostri lavoratori urlando sulla stampa».

Ma sulla questione Solmine interviene anche l’associazione Lavoro ambiente e salute che si chiede come sia possibile che «l’aver inviato migliaia di tonnellate di ceneri di pirite cariche di arsenico per l’Italia, pare al di fuori di tutte le regole, sia emerso solo due mesi fa con la denuncia alla Procura della Repubblica da parte dell’organo tecnico del ministero. Cosa devono fare le associazioni ambientaliste e i comitati locali, ringraziare la Nuova Solmine per aver effettuato un’opera di “pulizia” e “bonifica” del territorio scaricando rifiuti tossici sulle spalle di tanti altri italiani, inconsapevoli di tutto, fuori di qui? Ci aspettiamo risposte dalle parti coinvolte: che ci spieghino le motivazioni per le quali vengono concesse continue deroghe alle leggi esistenti, che ci dicano se la movimentazione di quantitativi enormi di ceneri di pirite è stata in qualche modo concessa, ed in tal caso perché e con quali garanzie per la salute e l’ambiente, o se è stata un abuso. Che ci dicano, inoltre, se l’utilizzo di queste ceneri all’arsenico è ammissibile nell’industria del cemento senza che questo comporti danni all’ambiente e a chi in quei cementifici lavora. Aspettiamo che le istituzioni ci dicano se sono stati commessi atti illeciti e, in questo caso, ci aspettiamo sanzioni esemplari per chi ha sbagliato o non ha fatto ciò che doveva».

 

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